1 4 lß ör - d (lle Gemme, edelle V tetre di Gtachto Gimma,
Ma questo e proprio d’ ignoranteespresso,
Abbassar laVirtude , e alzar scstesso .
Due spczje di Emula%ionc afsegnet ._»Francesco Patricio , quando tratta del•ßegno L5.C.1 z.Vna i con dolore di ani-mo , quando non pub alcmo avere quel-che l’ altro ottiene ; e questa e vi%io, e~»Cicerone in Rhetoricis sappella infer -tuita . Nasce V altra dalla somiglianna,e dal? imitaijone ; e questa i degna diiode , e lo stesso Cicerone la dicc imita-tione di virtü. Scrisse dclla prima Ari -stotile z. Rher. ehe est dolor quidam:quoniam bona, & honorabilia , quaeaemulus assequi posset, non similibusadesse videantur , non quoniam altissunr, sed quoniam non ipsi quoque.Suolepero effere l’ Emula%ione tragiiuguali , perche difse Estodo , riferito dx~*Andrea Eborense Portogbese : Naturacomparatum est , ut inter eos temu-latio contentiosa non innascatur, quidiversa virtute , diversis moribus,non eodem studii genere operam reicuipiam dant . V \rgilio stejfo sa men-tione in Bucol. ehe Bavio , e Mevio,sciocchissmi Poctista sua gloria invidia-vano ; e questa mcdcsima vigtosa emu-tatione e da molti pur chiamata Am-bitione , e da Cicerone ancora fufomi-gliata alia pestcy cosl in Laelio scriven-do: Festis nulla major in amicitiis essepotest, quam in quibusdam honoris,& gloriae certamen, ex quo inimici-tiae saepe maximae inter amicissimosexticerunt.
17, Gli APPASSIONAT1 aggiu-gnere fi pofsono,i quali vincere da Ile pas-sioni fi lascianoyC Jervi dclla propria sod-disfasione fi farno , 9 c.'/ coloro , cbt gli
condttcono ; e gli conviene qutkhc difseDante nel Purgatorio z.
Coae le Pecorelle escon dal chiu-so
Ad una,a due,atre,e 1’altre stanno
Timiderte ateerrando 1 ’ occhio, c’1 muso .
E cib ehe fa la prima , e 1’altre fan«no -
Addossandosi a Ici, s’ ella s' arre-sta,
Scroplici e quete, e lo perche nonsanno.
Jfyesti al convcnevole non puftto mi-rando,pcrcbi jurant in verba magistri,per compiaccre all’ al tritt voglla , tuttaagu^xano la lingua ; an%i tutti obbliga-ti X gradirc quelcbc a loro aggradiscevorrebbero , e trovano maccbie , ed ap-pcllano errori in quello stesso , cbe moltoi lodevole . Giugne la loro passionefar gli maniseftamente travvedere, men-tre
E' facil cosa 1' ingannar se stesso.18. Tre specie di Critici , oltre ._*i gid risenli , riconosce Cesare Giudicitiella sua Osteria magra , Giornat.ehe pure di cib fi lagna nel suo libro didivertimento , cioi degli Sciocchi , de’Difcoli, c de' Maligni. Dicc , cbe gliSciocchi parlano sen%a cbe pur sap-piano qutlche dicano‘,e spcfso sen%a avetletto il hbro, contro cui fi adirano , get-tano a ventura le parolc,come i Ragag ;«5 rs gettano i saß : Chi c coito , e' coito .1 Difcoli stanno su le metasore ,el' ar -gwjste , e voglion dire quelcbe a lor pia-ce, 1' amico piu tosto sprezgando , cbe ilproprio concetto . Stimai Maligni piuperniciosi , perchi per naturale mstintocriticar sogliono , e censurare le altruiscritture , tn cui fi efsaticano con tsat-