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Tomo I.
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ZL Iß or Adi i Gemme, e delle Viet re di Ghcinto Gimma.Lib.K

fioto' effere antica la memoria de’ Renella steffa Scrittura. E’ ben vero perd,chc talvoita in quella significa altro ,ehe 1' ornamento dei dito ; cosi leggia -mo ndl’Esodocap.zti.Strinvatur Rationa-le anulis juis :cioe colle sibbie,e co’i nodi.

j. Non solamente pero fu 1 ’uso del-le gemme nelle velli sagte , come r.clRazionale ; ma eziandio nelle Coronede’ Principi , negli stendardi, nelle cop-pc, c negli anelli. Gioscffo lib. 3. Mnti-quit. rilerisce il coitume degli Ebreidiportar nelle guerre la band i era Sacer-dotale , in cui erano le dodeci gemmesimili a quelle delle vesti dei sornmoSacerdote ; c gli Antichi non solo digemme adornavano le tazze j ma for-mavano quelle ancora di gemme: ondeil Petrarca DeRemed. utriufque fortJib.i.Pia/. 38. ne biasima il lusso ; e cosi fa-ceano le Tazze di Ametisto , perchc lecredeano atte*a togiiere 1’ubbriachezza.

< 5 . Gioseifo Giudeo , ehe e appella-to filius Corionis , scriffe , ehe Salomonepose nel Tempi o una vite d’oro co’i ra-mi, e colle foglie, tralci, c grappoli purdi oro i ma (he i grani erano di pictre—»preziose . Fecit insuper Vitem deauromundo , & posuit in Jummitatem Colum-narum,cujus pondus erat mille talentorumAureorum .Erat autem Vitis ipsa sabla-*opere ingenioso , habens vamos perplexos ,cujus folia , & germina sabla erant exrutilanti auro , botri autem ex auro fulvo ,Cr grana ejus , acini , atque folliculi sablierant cx iapidibuspretiosis-,totumque opuserat fabre sablum opere vario , ut efjet mi-randum /pe bl ac ulum, & gaudium cordisomnibus intuentibus ipsum . Multi quoqueScriptores Romani testantur Jeeai vidiße,cum desolaretur Templum , &c. Fa purmenzione di cio 1 ’ altro Giosetfo Ebreolib. 6. De bello Jud.cap.6. o pure 14. se-condo 1 ’ altra divisione , dicendo: Inte-rior vero porta tota inaurata erat, & cir-cum eam inauratus paries : desuper autemhabebat aureos pampinos ; unde racemi fla-tura hominis pendebant ; e tutto cio rac-

conta il Menochio nelle Stuore part. 6,Center, 12. cap. 71.

7. Fu icnfei dubbio 1 ’uso degli And--li antuhistimo , e diverso; perche gl*formavano di ferro > di argento, di oro»e di altri metalli; anzi di pietre, di offa»di corna, di legno , di vetro, di cuojo,edi ogni altra materia dura , ed anche dipeli de’ Cavalli: e vi sono memoric diciascheduna Ipezic appo gli Autori. Iimaggior uso e stato , ed e pure a’ nostritempi, di oro colla gemma : cd affermaAntonio di Guevara Vescovo di Mon-dogneto nelle Lettere lib.^.c he tra tut-ti tsti ornamenti deIT Uomo , inventatidall’ ingegno e industria umana , niunoavanza quello degli Anelli e per la bei-Jezza , per la sottigljpzza , e per la iti—ma , e valorc . Oltra ehe la forma loroe rotonda , ehe c la piu persetta figuradi tutte ; sono cosi leggieri , e sottili,ehe poffono stare in un picciolo ditodella mano; si fanno dei piii eccellentemetallo , ehe c 1’oro , e delle pietre piüpreziose ,c di gran valore ; ondc.1’ am-bizione umana trovö il modo , come inun dito si poteffe portare un Caslelfo, oCittEo grande saculti , portando esli ilprezzo, e Valuta di quelle ; siccme sap-piamo, chc alcune gioje vagliono; c cioienza impedimento dell’ uso,e dell’e/er-cizio della mano . Riferistc Pietro Ar-lensc 20. aivers. c. 2. ehe dagsi An-tichi era attribuita la Gemma a ciaiche-dun metallo; come la Turdicsa allanel-lo di piombo : il Corniolo a qucllo distagno, al ferro lo Smeraldo,il Eiaman-te ali’ oro , 1 ’ Ametisto al rame , il Cri-stallo ali’ argento,e la Calamita al Mer-curio .

8. Si portavano prima gli Anelli nel-la mano sinistra, e nel dito anulare : cPlinio porta 1 ' efempio delle 1 tatue de'Re, Numa, e Servio Tullo: e crede, ehein quel dito si portava , come parte piuafeofa, per rispetto , e vergogna , quasidi cosa , chc parea ccccsso. Altri lo cre-de vano, come dito rr.cno occupato nell*