Delle Virtii delle Gemme . Gap. XUI. 157
ca aver sorZa la pietra solo quando enel ventre , e ehe cella quando csce :dice non eifere ciö verisimile ; perchese in un modo lo tira , dee tirarlo nell’altro: e niuno ha detto a quäl partedel fanciullo prtncipalmentc si debba_,j'iferirc 1’ atto di tirare ; e coflando dicarne , di offa , di Membrane, non tire-ra tutte le parti cosi differenti; ma unaibla , per cui il coi po tutto si muova .Aggiugne , ehe , se alcuno dirä esiersiollervato , ehe, posta la pictra , il partosia liuscito sacilc ; risponde , ehe sacilcancora sarebbe llato senza la pietra ;spelso presentc In pictra aver’egli vedu-to effere llato dimeile . Porta 1’ esem-pio , ehe se egli scrive , e faccia piog-gia : non si polfa dire la sua scritturaelfer cagione della Ikelfa pioggia : cosiancora si debba dire , se prcsente la pie-tra avra la Donna partorito. L’alferire,ehe dalla pietra sia fortificata o la ma-dre , o il fanciullo , dice eifere ancoraatfatto vano; pcrche tal forza non sipuö conoscerc; tanto piii ehe 1’ altre co-le , le quali fortisicano , e sono molte,ci fanno vedere la cei tezza ; perö con-chiude , ehe in ogni manicra la pietraEtite e inutile al parto . Lo stelln Pri-merosio nel num. 10 . mostra vani glialtri Arauleti , ehe si lodano per lo ma-le caduco , per segreta proprictä;comeil ferne della Peoniad'unghia della GranBestia appesa al collo ,"o portata nell'anello : 1’ unghia , o la Calvaria , olfodella testa dell’Asino; quäl rimedio lo-da molto Alelsandro Tralliano:ed atfer-ma averlo nella Spagna imparato . Eglicon Mattiolo , Montano , Mercuriale >ed altri, dice non averne veduta niu-na forza nella Peonia , ,per la spe-lienza fatta . Dice , ehe se giovalfea quel male , gioverebbe ancora a tut-ti gli altri, ehe riconolcono la stelTa ca-ione : Et re Vera periaptis non eil magnades adhibenda ; cum causam morbificamnec depellant , net alterent. Tiene per cosasconcia il credere , ehe si po(fa sanare-*
qualche morbo , o sintoma , senzi to--glierne la cagione del morbo stello ; e-*tutti i rimcdjsono contrarj alle cagioniVnon a’ morbi . Ha per sospetta la Icelta,ehe vogliono doversi fare della peonia—,nel mancarc la Luna nel mese di Lu-glio , quando il Sole e nel Leone : nelmezo giorno , e nel giorno Solare. Ha-,pure per superstizionc 1’ unghia dellaGran Bestia o Alce , ehe si debba pren-dere in un giorno determinato , quäle-,egli ipiega, con tutte le circostanze ; edatserma averne la sperienza,senza veru-no etfetto . Narra , ehe Lodovico Du*reto , Medico insigne , ne’suoi tempividc una Donna , die di continuo odo-rava un piede intero senza veruno gio-vamento . Soggiugne in fine: Tari ra -tione rejicienda sunt varia ejusmodi reme-dia falsa , & mendacia , quet ad variosmorbos , ut ad febres quartanas , pejiem ,veneficia , fascinum , colicum dolorem , aqiiibujdamprascribuntur, quibus tamen,fipopulus valde confidat, modo innoxia fini,ex vi imaginationis pyodeße poterunt, <£r,sic concedenda ef]e Matthiolus , aliique^jsentiunt. L' Au tore del Libro De In-cantatione , adjuratione , &superfiitio-ne , attribuito a Galeno ( benche nellostello ti cita Galeno) porta molti Amu-leti, ehe dice cavati da Aristotile inlib »-De Lapidib. Dice , ehe portandosi loSmeraldo solpeso al collo , o nelle dita,difende dalla caduta dichic lospcttods Epilepsia , o mal caduco ; ed ordina.a’ Nobili , ehe lo facciano portare so-Ipesodal collo de' figliuoli . Qualtivo-glia speziedi Giacinto,portato al collo,o nelle dita, sa ehe non si veggano in_»sogno cose terribili. La Corniola anco-ra mitiga 1' ira nelle contese : quella dlcolore di lavatura de'fa carne , impedi,sce il fluffo del fangue in quasisivoglia.membro ; e nelle femmine spezialmen-te . L’Onice o nel collo', o nelle ditaportata, accresce cose terribili nel son-ro , e malinconia , e contese tra gli Do-mini ; ed a' fanciulli accresce Ia saliva #
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