3S4 Iß or.deiie Gemme, e deiie Vietre di Giacixtet Q'unma . Lib.lll .
sqno spczic di gotnraa cavate dagli albe-ri : ehe tanta abbondanza non iitrova-rebbe , se ogni anno dagli alberi nuovosugo non si cavasse : ehe la chiarezza vi-trea , infiamraabile, liquabile , ed oleosanon compete, ehe alle reline : ehe si veg-gononel tratto della Svezia , della Po-merania, e della Prulsia gli alberi , da’quali cadendo la lagrima nel mare licoagula: e le tempeste ,e i venti la tra-sportano nclle Spiaggie SvedefUPomera-nee , e Pr.ufllane , ove e trovato qualchevolta il Succino coperto dalle arene vi-cine al Mar Baltico . II Bellone dilTeaver veduto de’ pezzi grossi tome tuttidue i pugni, a’ quali era ancora attacca-ta la scorza de!l’ albero , ehe gli avea_»prodoai: e derise 1’opinione, ehe siaminerale.
9. Dicono, ehe si osserva effervi den-tro cose varie, come formiche, zenzare»lacerte , e simili , ehe s’ inchiudonoquando il liquore disiilla,al dir di Plinio:e si leggono alcuni Epigramm] di Mar-ziale , come quello dell’ Ape racchiusanell' Elettro im.r.epi^.95.
Et latet , & lucet Thtetontbide condi-ta gutta ,
Vt videatur ^tpis neftare clausasuet
Dignum tantorum pretium tulit illalaborum ,
Credibile est ipsam sic voluisse mori.Cosi della Vipera lib.s.epig.i 18.
Flentibus Heliadumramis, dum Vipe-ra repit.
Fluxit in objtantem fuccina guttaferam :
Quot dum miratur pingui se rore te-neri ,
Concreto riguit vinUa repente ge-lu :
Ne tibi regali placeas Cleopatra se-pulcro,
Vipera st tumulo nobiliore jacet.!?ella Formica similmente lib.Z.epig.12.
Dum'Pbatonthea formica vagatur inumbra,
Impliciat tenuem^ fuccina guttaferam .
Sic, modo qua fuerat, vita contem-pta manente ,
Funeribus sabla , est nunc pretiosasuis .
Piü largamentc ne scrisie Ovvidio nelleMetamorjost .
10. Questa opinione cosi abbraccia-taeda altri fortemente impugnata, iquali assermano , come ha pure ferittoil Bocconc, ehe giammai si vede a’ piedidi questi alberi il Succino . Che non emaraviglia , se si veggano Inserti dentrolo stesib Succino , i quali si trovano a ri-ebe nella terra, ove sanno il loro nido,e possono nelle sinuotitä , e ne’cunicolidella medesima cslere rnvischiati da'li-quori glutinosi» ed oleosi , che scorronoper le vene lotterranee. Che non si e os-servato alcun condotto , o canale pienodi lagrima, o resina da! piede de gli albe-ri al mare, ne sott o , ne nella superficiedella terra, ove sono i Pini , e gli Abeti.Che si grande quantitä di Succino non_»}>uö e lier e sumministrata dagli alberi.Che spelEo si trova Succino ove non so-no alberi vicini , ed anche nella terrastelsa lontana dal mare ne luoghi sot-terraner e Gaudenzio jMerula nella suaSelvad’ Eruditionelib.^. cap. zi. affermaelser falso quelche i Greci pensarono,ehe le Ambre cade.Tero da quei pioppi,ed alberi , che sono sopra le rive dei Po;mentre abitando in quella parte del-la Gallia citeriore,ed avendo latto stan-za lungaraente per molti anni in alcuniCastelli stila riva dei Po , non ha maiveduto indurirsi in quell’ aequa 1' umo-re, o la gomma di quegli alberi-. Questemedefime ragioni saranno molto piuconfermate da quelche diremo nellasentenza, che I' Ambra sia Bitume .
AK-