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Tomo I.
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Delle Vittre Aegii Vccelli . Gap. 1,

nuovo umore sopra le prim cortecciegiiindurite aggiugnendofi, nuova corteccia.viene a formarfi , e cosi comporfi piu prandeIa pietra ; altrimente pia corteccie jormarnon fi pojsono ; perche i corpi umidi , e li-quidii e molli jacilmente ira loro fi unijco-ko , e pia corteccie non formano . Qyindijegue , ehe nel corpo puj farsi dura la pie-tra per la fies r a cag i one\ giaccbe fi veggonocompojte l« Verle coli' unione di corteccia acorteccia. Ma tuttociö provatG abbiamonel lib. i.caponum. j./u vegetatio»* de/-lepietre negando , e ielle perle fiesse , deliticui fimiglian^a colle p^tre ci fiam ser-viti per efempio \ ejeriveremo ancora nell'ultimo Capitolo di/jutfio .libro , de' Cal-coli umam trattando , i quali conftmili al-ie Terle fi veggono , fecondo ehe affermanoEtmullero , ed altri . Cbe le pietre poi dalfreddo fi rappiglino , e nel freddofi confer-vino ; ma dal calore fi sacci an deboli , e coicalore non fi formino : e opinion?, con cuicontrafta la ragione, eiaJperienda . U ca-lore bajor^a di feccare, stringere, ed iniu-rire: e ne’ paefi catdi piu cbe ne [reddi /e_»pietre fi trovano; quando pero il calore nontroppo eccede ; perche 'e allora valevole a~>conf umare'. el cristallo non fi fa coi freddo,come gli ^tntichi bancreduto. Ma di tuttocid atbiamo gii/crino in questa Isloria : etralajciando di essaminare alsuo luogo ,/ela Terlafia vera gemma , o sta pietra, noncisoddisfa invero la differenda posta daCardanortra gemma , e pietra pretiosa-*’,poittbe inteniiamo con molfi per gemmele Pietrepretiose distinte dalle meno pre-\}°Jc » e dalle altre di diversa specie , cbeneljeguente Libro V. iivisaremo . Tarten-do pera in questo le Tietre tutte degli Mni-mal i fecondo la divi fio ne iegli Vccelli , de‘Vesci, de’ Quadrupedi , e de' Serpenti, collaJerie de’ Capi divideremo lo stesso libro ; epero Hamo principio da quelle iegli Vc-celihper pafsar poi alle altre ,

Delie varie “Pietre degit Vccelli .

C A P. I.

t. Ono dagli Autori molto celc-iO brate aicune pietre, ehe ap-pellano degli Uccelli, di cui scrivonomaraviglic » le quali piu tollo riporredobbiamo nel catalogo delle favo lose,ehe delle vere.Sono quelle l'£t»fso aqui-lina,!* MJ] pilate,V~4lettori*, la Chelidonia,la Clorite, la Corvina, la Qgandrptfia.ri^ta, ed altre, o ehe fi trovino ne’nfdtdegli Uccelli, o ne' ventrigli* Ma questeJ( come afferma Francesco Redi nel li-bro delle Sperien^e delle cofe naturali-deli India ) sono Itate prima inghiottitedaeli animali , e servono loro per ajuttfdella digeltione de' cibi; il ehe hannoaltresi atfermato 1’ Accadentia dei Cfamento , 1' Arveo , Tommaso Cornelio»ed altri ; stimando , ehe nello stomacodegli Uccelli ti faccia Ia digestione ingran parte coi mezo della triturazione:e ehe facciano le pietruzze 1’ uficio dimacinetteraggirate da quei due forti , erobusti muscoli, di cui fi compone ilventriglio.Si sono pero molti ingannati,ehe tali pietre nello stomaco degli uc-celli si generino , o prendano virtü , oservano per cibo , comc nelle Gru s’ in-gannö Eliano . Si veggono anche ne'ventrigli degli uccelli domestici, comedelle galline , non solo pietre di varj co-lori; ma vetri, coralii, ed altre cole du-re : e fecondo ehe Je truovano , tosto leinghiottisconc* per eifere cid loro natu-rale. Afferma il Cellini riserito dall' Im-perato lib.i 2 .e<*p.i 7 .chedilettandosi nel-la sua gioventu di caccie , trovd ne' ven-trigli delle gru rubini biatichi, ehe imi-tavano il Calcedonio ; cosi bellissimeturchine, rubini coloriti,plasme, e qual-che perletta.Gli Autor! perö troppo crc~duli, ehe deliderano scrivere ancora nia-raviglie, fabbricano subito delle favole,e delle virtü sognate ; e purche le abbiaI i i uno

Tom. I.