490 j stor.deile Gtmme>e deile Pistre di Giacixto Gimma.Ltb.IV.
Scient, natrtral. cap. 4. dice, ehe sia cor-ticatum quid, & ut stc dicam, camelatum ,e ti genera da un picciolo principio, ehealio spesso e paglia , a cui si aggiugneI’ umore , e si condensa , formando fo-glie , laminette , e pcllicciuole , 1’unasopra 1 'altra. Imperato aslegna la ca-gione digencrarsi lepietre» ehe sia lavoraciti degli animali j poicche si riem-piono soverchio di cibo , il quale nonpud digerirti a baslanza ; benche Io va-riano ruminando j perö generandosi dei-le eruditu , si f rma 1’ umor viscoso nelcongiilngersi con qualsivoglia cosa nondigerita, quale e qualche pagliuola , oterra > o pol vere arenosa , o peli, oorzione di erba : s’ indur-isce , c comeumor si va aggkignendo al giä induri-to , cosi va crescendo la pietra . Etmul-lero vuole ehe si formi coi mefco deifermento acido volatile , ehe indura-quella sostanza nnrcil^ginosa-, e residuanel vcntricolo . Dice Monardes, ehetut te quelle , ehe sono fine > sono a la-minette , come di cipolle , e con mara-viglioso artificio ordinate » e cosi bellee risphendenti, ehe pajbno pulite dall’arte *. e tolta la superiore ll scopresal-tra molto piii risplcndente e pulita : efbno grosse , e sottili le hmine*sccondoIa grandezza dalla pietra.
Concorre alie volte nel principiofltiantätä di umore viscoso , bastevolc aformare la pietra tutta in un corpo, sen-ia fbrmar laminette,come dice TAutordei Tesnro dellc Gioje , c dal centro alia-tinconferenza riluce.
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&ella forma » dei!a crande^a , e detfre^o dei Be^oar .
T) Rendono quelle pietre di-
J verse forme, per !o piu di\ilive , di ghiande , di callagnc » e dilltre eosc , secondo ehe convengonoInlieme diverse xuminature dell’ ?nima-
le in varj ventricoli. Atferma i! Mo-nardes , ehe alaine* sono Junghette co-me olso didattili.altre come bolzonhro-tonde : altre come uova di Colombi ;ma tu^te sono arrombate , e senza pun-ta acuta . Sono anche varie nel colore »cioe di color castagno ofeuro , o citri-no, e comunemente di verde scuro ,come color di melanzane : e molte sonodi color di Gatto , con quelle righe ,chehatmo i Gatti delZibetto» di co-lor griso oscuro . Sono anche varie dipe so , di lostania , e di durezza.
17. La grandezza de’ Eczoarri simii,mente c diversere le piu grandi sono dei-le Capre vecchie. Dice il Legrenzi, ehefieno quanto un’uliva, ma piu ristretta tScrgdero narra , ehe la maffima giungaalia grandezza di una ghiandn;ma Roe-zio scrisse,che aliquando excrescit ad opianserini quantitatem.Tiice Primerofio an-cora , DeVul^i error, in Medicin, lih. 4.cap. 36. Quidam non excedunt avellansmagniiudinem;quidamverd htsjandehovaColumbarum , & C,aliinaruntiequ ant ; in-terdum etiam malum arantium , qualemfewdiße refert ^icosta. Il P. Ovaglie narra »ehe ne porto una das Cilc , ehe pesavatrentadue oncie , e la sua qualitä la fa-ceva molto siimare, la finezza, e !a for-ma ovata , ehe pjrea lavorata a torno .All’ Indiano * ehe Ia trovö , furon datisettanta pezzi da otto ; perch£ quandoII trova' una pietra grande e siraordina-riä , non si compra a pe so , ma conformela si ima di chf Ia vende : e quanto piufono grandi y piu vagliono. Scrilse ilGarzia di averne avuta una » ehe pesavacinque dramme , ed appena fu vendutasessanta quattro ducati in Portogallo ;benche un poco piu era sinta comprata .
,8. 11 Tavernier dice , ehe il Rczoare come il Diamante.» ehe secondo Iasua grossczza va a preporzione alzandoil prezzo ; e pero cinque 0 sei , ehe t lit-te insieme pesano un’ oncia , varrannocinque , o sei scudi ; ma un solo di un'oncia arrivara a trenta scudi: ed fgli vi-