64 lßorJelle Gemmet e (feile Pieire di Giacinta Gimma.Lib.V.
i piani, le piante, i frutti, i fiori, glianimali, gli edificj con tanta moltitu-dine di cole , varieta delle forme loro ,de’veri colori . Al fuoco dH il caldo , ela luce, e 1 'apparenza de’suoi effetti: in«somma dimostra la Pittura il colore de’capelli, e di ogni altra cola sottil illima,
10 splendore dell armi, la notte olcura,la tempesta di mare , i lampi, le saet-te , 1’ incendio delle Citta , il nasceredeli’Aurora j mostra il Cielo , il mare,la terra,i Monti, le sci ve, i prati, i giar-dini, i siuini , le Citta , le Case, e tut-.to quello ancora , ehe non li vede ; masolo li spiega : e cio non pud sare loScnltore, di cui e poco il numero dellecole , in cui puo mostrare la virtu sua.
io. Chiairtanogli Scultori la Pit-tura, fofirtica, cd apparente, la villa in-gannando ; ma la Scoltura imita la Na-tura , e loddisfa al tatto , il quale e ilpiu certo, facendo le membra intere, epalpabili , come le. fa la Natura . Ri-(pondono altri , ehe beuche non faccia
11 Pittorcla persona tonda , fa nondi-ineno i muscoli , ei membri tondeg-gianti , in modo ehe vanno a trovarquelle parti, ehe non snveggono ; ondemostra conolcerle , eintenderle . AlieStatue man cano molte cole , spezial-mente i lumi , e 1 ’ombre naturali, per-che altro lume fa la carne , ed altro faif marmo * e ’1 Pittore imita la Naturacoi chiaro , e lituro- piu o meno , e di-verso , lecondo il biiogno , il ehe non•fa io Scultore . Se .gli Scultori danno ri-lievo coi tatto , e coi vedere ; i Pittorilo danno con un senio solo : c quandocio e stato fatto da persona intelligentedell’artß , dando riiievo , e fondo nelpiaro , con piacevoliilimo inganno hafatto restar molti ilomini , ed animali;e cid perche la Scoltura non imita laNatura in quella maniera , ehe li postadire tanto persetta , quanto quella del-la Pittura. A cid 11 aggiugne, ehe spe stola Scoltura ha bisogiib della ilttura , edell’apparenza , come av vierte alle sta-tue di leg no , le quali dipinger ii deb-
bono . Dicono altri non effer dell’ arteil riiievo , perche senza quella vi e iltondo, il quadro, ed altre forme sattedalla Natura ; ma dell’arte sono le lirnee , ehe il corpo circondano , e questegia le ha la Pittura : cosi trovar cola diriiievo e della Natura , non dell’ arte te cosi ii risponde al punto dei tatto. •ii. Dicono gli Scultori , ehe vo-gliono aneor’ elii il Djfegno: ehe la Pip-tura fu da’ Principi csercitata , comemeno saticola, e piu breve, e meno dif-ficile cosi per il corpo, come per 1 ’ in-gegno . Che le (crilsero gli Antichi ei-lerii ingannatigli uccelli nelleuvediApelle , e i Cani avere abbajato a'Canidipinti ; differo ancora, come Pliniopur ri seri Ice , che i Cavalli annitriro-no a’ Cavalli di marmo, edi bronzo. Ese /euIt fu ingannato da Parralio nelvelodipinto ; e Ponzio Romano , Lega-to di Gajo Imp.s’invaghi dell’ effigie diAtalanta, e di Elena, dipinte ignude daCicbfanto, c trovate in Lanuvio, es’in-gegno invano di volerle portare in casa»molio da lussurla, come disse Plinio lib.
cnp. 7. molti Uomini ancora s’in«namorarono delle Statue,corne tra gli al-tri uno,che.v'invaghi della Venere Gni-dia di Praifitcle , e nascosto una nott«nel Tempio , bleib in quella il 1'egnodella sua disoneifil . Cost pure AlchidaRodiano fece coi Cupido di Pario,fattodallo st esto Prallitele,come riferilce Pli-nio. /i£. 36 .rvy>.f.ed*un Giovine Atenie-rse, invaghitosi della Statua della Fortu-na, 1 ’abbracciava, e baciava : e non po-tendola ottenere dal Senato coll’olfertadi una gran somma d’ oro > avendo a«domata la Statua , e satte altre ceri mo-rste, fi ammazziS dopo molte lagrime a*\anti la medelTma ; come narra Celio/ib.J.Cfip.Tz. ed Eliano De vnr. hiß. lib .o. il . quale pur riferilce , che alcuniGreci in Del so innalzarono 1'opra un’alta colonna la Statua di Frine.per va-.gheggiarla ; ed era Statua doro : c leCava ile di Cimone, satte di bronzo, pan-vero vive,‘e simili alie vere , e fi i ede-vanoinAtene. ia. Ri-