De Corpi
s. ProVa diffusamente il DonzelliCQn moitc autorit;V, ehe il Balsamospontaneamente nasceva nell’Arabia: ecomedisse Nicold Guilberto: ASgyptus,&Judaa nutrices fuere Balsami , nonmatres ; illud f quidem ex naturali Fe-licis Arabiasolo genitum suscepere alen-dum »il ehe coniermano Strabone,Pau-sania , c Diodoro Siciliano. Narra Pie-tro Bellonio , ehe lia 1’ Arabia il natu-ralsuolo dei Balsamo : e Prospero Alpi-no dice , ehe essendosi perdoce le pian-te dei Balsamo, ehe nel Giardino deiCairo si coltivavano , il Prefetto di es-so itp fece portar quaranta piante dall’Arabia Felice. Cosi Giuseppe Ebreoriferilcg nel lib. 8 . Antiqusudaic. cap.6.comen^Giardini Rpgj dei Ia Gindea sitrovavano le piante dei Balsamo ; poic-che riceve la planta dalla Reina d’Egit-to, e d’ Etiopi.#Salomone , dicendo ,ehe la medelima donavit J{egi Salomoniviginti auri talenta , aromatum vimwagtia^afiimatiouisi lapillorumque pre-'tiojijsimorum . Aiunt etiam , quod Bal-sami plantam , cuius hodieque ferax estnostra regio , illius Bcpjme munificentiafirri acceptam oporteat . Abbiamo lasiessa Opera di Giosdfb tradotta in Ita-liano , ehe dice lo Besso : ed un’ alt-ralat ina flampata apud Sebafl. GryphiumLugduni 1 589 . in cui cosi li legge : Vi-ginti namque auri talenta Regi dedit,&•aromatum innumeram multitudinem ,& lapides pretisos . Dicunt autem ,quod radicem Ba-simi , quam ha&c-nus fert nostra Provincia , ipsa dederits e pi - 11 P. Nierembergio De Mir acu -lofis Naturis Terra Promis# hb.cap. 12 .dice , ebene’ te tu p i di Erode il grandeCleopatra Reina di Fgitto coi consensodi Antonio , jnvidiando la selaita diErede, trasseri nell’Fgitto le piante, ele facea bagnare coli’ aequa dei piccio-1° soqte , jn cui la B. Vergine lavava 1panni delßambino , come narra il Sa-ligna co . Non rinlci perd a GiacheCaitbejo Re di Oipro il traspiantarle jTom, II.
odoriferi. Cap.V. zp,
perche conlicenzadel Soldano di Egit-to-avendo trasportato alcune piante co’i vasi d’acqna per adacquarle, e pia»,tatele in Cipro,le piante Reste noup ro .dussero il Ballamo , e poco tempo du-rarono. •
6. Consuta lo Besso Dqnzelli 1’ opi-nione di coloro, ehe assermano esserliaftatto perdutc tali piante nell e rovinadella Giudea , e ehe piü non vi fosse ilsugo di elfe , die e 1’Opobalsamo . Pro-va, ehe nell’Arabia ahche vi sia, si perlo dono di esso , ehe manda il Seris diArabia ali’ Imperador Tureo j sl perchei Turchi, i quali ogni anno vanno aliaMecca , ed a Medina, Cittrl principaledell’Arabia Felice, assermano essere ivinumero infinito di piante, nascendoin-quei terreni Berili lenza coitura. Cidconferma lo Besso Radzivilo , dicendo,ehe dalla Mecca le Caravane lo porta-rio , ed egi i Besso iie portb seco buo-na parte . Il Nierembergio nel libroDe Naturis Miracutos Terne Promi stetcap. 9 f. facendo anche dei Ballamomenzione , dopo aver riferito, ehe Ti-to Principe Romano diflrusse Giern sa-lemme, le piante poi dei Balsamo nel-1'Egitto si tralpiantarono : e soggiugne,ehe Prospero Alpino prova essere natu-rali nell’ Arabia le inedelime piante ,mapellegrine nella Giudea: e ’1 Nie-rembergio medelimo dice avere cib dif-fusamentedimoBratoneUa sua CuriosaPhilosophia lib. i. Assennb dunque 1 'Al-pino nell’Arabia, tanquam in nativosolo vivere, sem-perque vixisse i maan-cora altrove Quamplures balsami ar-bores in multis Arabia locis nunc vive-re , quarum succus , fruAus , ac vir-gee ad nos a multis asportantur , certis-simum ejl. 11 P.Bernardo Celio nella suaMiner alogia pure ha scritto : Non unitantum sudtea concessum , ut sentiuntPlinius , & Solitius i sed Arabia Felici,Sed tamen inficiantur quidam imperitihanc plantam prorsus Mundo per iife
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