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Tomo II.
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De Corbi odoriferi. Cap.V,

sum evadat , tpuod tridui spatio plerum -me fit . Narra di aver veduto in Napo-li la pianta dei Pepe , ehe corrisponde-va alia descrizione de’ Portoghesi: e eheera a modo di vite . Altra diee , ehevide in Venezia nell’ Orto dei MedicoMaffeo Maffei, ehe pareva quella pian-ta , ehe volgarmente 6* detta Bj&es: epropone una tua opinione , ehe non siadi maraviglia la varietä delle descrizio-ni, ehe »li Autori portano dei Pepe jmentreeslendovi nell’ Italia diversi ar-boscelli, si debba credere» ehe la di»verlitl sia maggiore nell’ India . DelXjbes poi cosidice: fibes vulgaris fru-ticosa est , folio parvo , vitigineo , perin-de que ac alba populo, famuli sunt eilenti i ac flexibiles , i quibus frit ciusparvarum uvarum modo , utinCrespi-no racematim adepti maxime rubent ,sapore subacido , admixto etiam dulci .Vulgaris est planta in hortis frequens ,quippC quoniam adfepiendos hortorumpulvinos eleganter feratur.

6. Nella Terra di Noja nella Pro-vincia di Bari , si vede nel Giardino deiDuca un’Albero , ehe chiamano deiPepe, alto quasi trenta palmi, con tron-co allai »rodo , con rami molto spdsipieni di frondi lunghe , e strette moltopieghevoli, lottili, dxritti, e nella ci-ma di etsi, e verso la medelima congrappoli come di uva picciola , con fu-sti anai sottili. Uno , ehe abbiam ve-duto, mostrava, ehe teneva, o potevatenere di granelli un gran numero : edogni ramo era diviso in piu rami, eciascheduno di etsi avea i rami dellefrondi divise a due a due sino a quinde»ci, e piu coppie. L’albero pero divenu-to troppo grande ha avuto bisogno deisolkgno di una trave , senza cui per al-tro era bencresciuto, e si era lungotem-po mantenuto. Se sia vero Albero dil^epe , lo tralasciamo ali’ altrui giu-tlizio.

* • P e l I n di a dice il Gar-

'zia , ehe ha si siutto attaccato a’ race»

Txm.ll.

mi, come 1’uva »ma ! racemi sono piu,piccioli , e cosi i granelli, i quali so-no sempre verdi, linche si secchino , edivenganomaturi; il ehe avvienc ver-so la met& di Gennajo. La sua radicee picciola, e i racemi verdi si condi lco-nocon aceto ,'o sale , esi riserbano perli bisogni. Soggiugne, ehe si ritroviin Malavar per tutti i luoghi maritimidei Promontorio di Comorin sino a Ca»nanor , ed anche di Malacca; ina que-sto e poco buono , vuoto , e svanito.Naice pure nelle Isole vicine a Java, in,Sunda, in Guda ,ed in molti altri luo-ghi anche sopra Cananor , dalla parte ,ehe mira Settentrione ; ma non basta a’paesani. Non fa bene la pianta ne' luo-ghi deserti e mediterranei , ed e chia-mata con varj nomi,{'econdo la diversi*t?i de’luoghi.

Z. Narra il P.Vincenzo-Maria di 5 .Caterina Tereliano nel cit. lib. 4. de'WagRi , c/j/j.^.che il Pepe in molti Re-gni dcll’India il trova in abbondanza ;ma in niuno , come in Malavar , ovee di tanto vil prezzo , ehe per due giuijse ne compra una misura maggiore diuno staro di Milano : e vi sono Homi-ni fpezialmente Cristiani, ehe riem-piono le case fabbricate a questo effettodi muro. Dice, ehe tutto Panno lapianta simile alie viti si feconda di frut-ti, succedendo gli acerbi a proporzio-ne , ehe maturano i primi. I tronchi,e i rami, ehe sempre torti serpeggia-no , sono dei medeliino sapore dei frut-to , alquanto piu temperato : e i Mala»varj ulano di masticare qualche pezzet-to la mattina ; cosi le frondi fpezzatehanno lo stesto sapore . Nascono i frut-ti , come in grappi, distribuit} in quat-tro ordini, sopra verghette minute.

9. Scrilse Etmullero , ehe il Peperotundo, ed a racemi e prima verde,poi rosso, e maturo ; poi si toglie dal-i'albero , esilecca ai Sole , e (enlibil-mente acquist » negrezza, e rughe , per1’esalazionedelle particelle volatiii.Di-A a a cono