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Tomo II.
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IV Corbi odoriferi . Cap. JA.

glioio poi quando vi furono: edice,Che le Api si dilettano e ricreano de’primi fiori delle Cipolle , dei Narciso,dei Giacinto,della Tromba Soriana,del-la Corona imperiale, ehe le rinforza.Sono anche buoni i fiori dei rosmarino,delle viole, mandorle , ehe prelto fio-riscono: delle fave, bnglossa, borvagine,trifoglio , zucche: delle rose , spigo,

E uleeio, maggioraaa, e delle altreer-eodorifere, ehe sono di ottimo gustosile api . Aia 1’Assenzo, il Ginepro,e i fiori di Per fico sono di tristo gusto: eraccorda quelche narra Varrone, ehea due fratclli Spagnuoli il Padre lascibuna Casetta con poco terreno , e quellicoi mezo di uno Sciame d’ Api multi-plicate circondarono di alvearj la cala,e seminarono il picciol Campo di Ti-mo , Citiso , ed Apiastro, t divenneroricchissimi, cavando ogni anno piu didiecemila sesterzj d’ entrata dei mele;perb avvisa ehe Ia Spagna sia abbon-dante di pastura; ma quando le Api so-no assai possono perire in un’ anno sec"co , e sterile di rugiada. Il Boccone di-ce, ehe le Api si accomodano alia va-rieta de’ fiori , e delle piante, ehe pro-duce la loro contrada - onde nella Cor-sica appetiscono i fiori di Unedo, ividetto Arbatro, e fanno mele focolo , ecera bianca , quale e il Fiore . Descrivevarie piante ancora, e fiori, come quel-li dell’ Edera arborea , i fiori e fern i diFerulo Matthioli , i fiori di Einocchlosilvestre , di Rosmarino, di Origanodetto Cunilla in Corsica : di Serpillodetto Barona, o Alba Verona : di Lec-cio, di Castagno, di Persico, di Uva ma-tura : i fiori ametislini dei Colchicoautumnale , dei Cyfito detta Orticapri -na , ed Hemmer a: dei Chamaspartio Cre-tico di Prospero Alpino , detta Tafono:dell’ Ery cnides lutea Cordi x o Euphrafiasylvejlris lutea sah. Cot. detta Arpalo-n° da’ Corsi . Aggiugne lo stesso Bocco-ne , ehe ne’ Monti lblei della Sicilia siraccoglie gran copia di mele perfetto,Tom. Ii.

come gli Antichi Io raccoglievano : eehe quel paese abbonda di piante odori-fere, e cretiche; anzi ehe le Api rac-colgono il mele sopra i fiori, ehe loroporge la stagione: ed hanno i paesaniosservato, ehe d’ogsti erba succhiano simele ; ma non dall’ Oleandro : e ehe incerte stagioni possono avere il Mele deisapor de’ fiori d’Arancio : in altri tem«pi di Timo Cretico : nell’ Autunno diiapore , e odore di Nepta , o Calamin*ta . Che tra le altre erbe nel terreno IIproducono in molta quantiti il Chry-Jantemum creticum mixtum Eyst. siThymum Creticam Cord. Stoichus Ara-bi’c.Cam.Acetofa Ocymi fol.dol. ed AcetostTuberosa Radice Lob. Cbamadrys Mat-thiol. Anthcmis , e Chamamelum Meli -lotus Matt. Origanum Onitcs R.p. Nepta %e Calamintha vulgaris , Thlaspi di variespezie , Cistus Ledon , Senecio , Sonchus »Serpillum Matt. LaBuca sylvcftrisMatth. Scrisie in Italiano il Boccone;ma lascib ; nomi Latini alle erbe , cheriferi: e gli stell! nomi abbiamo qui ri-serit!.

7 . Non solo dalle piante, e dalle ae-que , di cui si pascono le Api, ha le suediflsereuze il mele, ma anche da’ luo-ghi. 11 Mele di Sardegna e amaro, per-die lo cava no da’ fiori dell’ Assenzo ;cosi queilo di Ponto : e si ta pure amaroper la soverchia cottura , o quando siriene lungo tempo , come dice Galenoriferito dal Renodeo . Dissero gli Anti-chi , come lascib memoria GaudenzioMerula nella Selva Ub.^.cap.i^.cdaaia Eraclea di Ponto si raccoglieva Umele spesso velenoso, e nello stesso paesedi Ponto, che faceva impazzire chi nemangiava: e credevano , che Venivada’ fiori dei Rodoendro ; ma Dioscori-de 1 ’ attribui ali’ aconito : e disse , chenon altiimcnte avea dolori colui, chemangiava il mele d’ Eraclea, che colui,che mangiava 1 ’ aconito : e ad ambiduebisognavano le stesse medicine . Plinioancora disse, che lo raccoglieano dall'D d d Olean,-