De Corpi odoriferi . Cap. V. 399
sci angoli. Dice, ehe tutte si pascono• di carne , al contrario delle Api: e leVespe , ehe si chiamano lcneumonu so-no piu picciole ■. ammazzano una sortadi ragni, detti Falangi *. gli portanonel loro nido : e di quelli covando crea-no il genere loro ; ma questa e favola;enescriveremo nell’ artic. 21!
8. 11 Bombilio secondo Carletonprese il nome dal susurrare: ed e quasiun’Ape sonora : inutile Ape afsatto: ha1’ ago, ehe punge gravemente : e fa ilmele alquanto dolce, ed acquoso.
9. Del Tentheredo dice lo stesso Cav-leton, eifere cosidetto , quod liguritionedeleniatur .
Degi i Estri , ehe sono Api maggio-rb na (cono neil’ellremita de’ Fialoni, ecacciano P altre , ne ia menzione Pli-nio Hb. ii.cap.i 6 .
10. Narra 'il Pigafetta compagnodei Magiglianes, come lo riferisce ilTassone, ehe si trova nelle Isole delleMolucche una persettilfima sorta diMele, la quale non fanno le Api; macerte Moschette minori delle sormichc.
ARTIC. XXL
Delia natura , e deigoverno deiVApi.
I. T A natura , e la maniera ,I a con cui le Api si governa-no, ed al lavqro si applicano, sonoveramente maravigliose : e con ragio-ne scrilfe il P. Nieremberoio in Hißor.Natura lib. cap. 1. delle -steife Apitrattando : Ex minimis quoque magni-tudinem Dei commendemus . 'Adeo ma-gnus est , ut in minimis appareat majorimaiorem animam novit includere Cor-pusculo minori . Parva Apis mole , ma-xima mente est ; hoc est industria ■. adebnobilitas anima excusavit vilitatemmateris , ut Sole ipso , pulchritudinismetropoli deformis avicula excellentior ,mirabilior st . Delia Repubblicadelle Api, cosi comunemente appella-
ta , molti hanno Icritto t e tra gli altriFrancesco Sansovino ne formbuna lun-ga descrizione, paragonandq soazioni'delle Api a quelle degi i Uomini: e ca-vandone varj documenti, e regole , co-me si legge nella Part. s. aggiunta aliaSelva r innovat a di Pietro Mema,C/r/>.^8.
. 2- Mcdti hanno osservaco in questipiccioli animaletti una mirabile reli-gione ; perche uIcendo dagli Alvearjincrocicchiano le gambe, e si abbassa-no innanzi, comeso 8' inginocchiaife-ro per onorare prima Iddio avanti leloro operazioni. Con diligenza produ-cono un frutto dolce, quale e il mele,per giovare a se steife, ed ali’Uomo:stanziano nelle proprie abitazioni, evivono della loro fatica , scnza toglie-re il vivere in casa d’altrj . Quando pe-rb la Primavera e secca , fanno piu ab-bondanza di mele : e quando e umida,il parto loro e migliore, come dicePlinio : e so nelle loro calfette mancail mele per mangiare , assalgono le vi-cine per averne per sorza e quelle al-l’incontro li pongono in battaglia perdi sondere il loro cibo. Amano la fati-ca , e tra loro li ajutano: lono anima-li senza libidine, benche generino : ei piü grandi sono piu umani. Niuna eoziosa i ma tra loro si distribuisconogli uficj: altre fuori nella campagnacombattendo : altre specolando la qua-lita de’ tempi, e severra pioggia: altresono vigilanti circa il vivere , altrecompongono i favi dei mele, altre pon-gono da parte la cera, della quale altrene fanno stanze , o quadrate, o roton-de . Chiudono tutti i tori, acciocchenon vi en trino altri animali: alere van-no a raccogliere quelche bisogna, e cia-scheduna si ferma nel fiore , ehe trovaprima , per cavarpe il nutrimento , ecaricar(ene ancora . Quando il melesopravvanza , se lo mangiano : e quan-do Spoco”, stanno fuori perdifenderlo,ehe non sia tolto . Quando il mele litoglie, se owlto se ne lalcia , si fanno° negli-