402 Iß er Jelle Gemmei e delle Pietre di Giacinto Gimma. Lib.VI.
Coi sumo spesso si risveglia tese ad altro : e Filisco Tasio per csserc
mangino
ancora la pigrizia loro al lavaro ; ma il£r»ppo fumo Je fa infecte .Si dice , ehemai feriscono il Padrone : e chi nonvuole esser ferito , si pub lavare le ma-ni , e 'I viso nell’ aequa , ove lieno bol-liti siori di malva..Si lana lubito la pun-tura , se si metta fopra una chiave , oaltro pezzo di ferro.
8. Sono le Api da se innocenti ; maquando sono molestate, ne fannoven-itetta : e come raccorda il Tanara , Er-inonace perche voleva rubare il mele,fu morto : e narra il Falconi, ehe suiPiacentino un Cavalia fu ammazzato«stalle Api . Scrive il Surio , ehe ru-bando un ladro certe Api della Chiesadi S. Medardo , assalito dalle Api futanto molestato, ehe ritirato in Chiesaavanti 1 ’immagine dei Sanco , e chie-dendo.perdono, octenne la benedizionedall’ Immagine , e restb libero . 11 cru-dele Giuliano Apostata per martirizareMarco, lo se ungere di mele : e le Apicredettero , ehe avesse il Mele rubato.
9. Malte cose intorno ia natura stel-le Api abbiam cTetto ne’ precedenci Ar-ticoli: e dice Plinio , ehe asta i , ehe sene dica , sempre resta da dire : e vera-mente per ilcrivere a bastanza di e Ise»vi bifognano opere intere , continue,e lunghe osservazioni. Si sa qualche co-se da coloro, ehe alia coitura di esseJianno applicato . Varrone, Plinio,Vir-gilio, e jnolti altri tra’ Latini qualchecosa hanno scritto: e' moito ancora sipubraccogliere da’Moderni e circa laloro natura,e circa lamaniera di gover-narle. N’hanno scritto il Tanara nell’Dconomia dei Cittadino in Villa , Eu ge-nio Raimondi nelle Cttccie, ed altri, dicui non poisiamo far Ca&alogo . Nescrissero anche i Gfeci , e tra Icfro Ari-stotile: emoltihanno usata qualche in-dustria per iscuoprire le loro azioni. Di»cono Plinio , e Cicerone , ehe Aristo-maco Soiensc innamorato delle Api perio spazio di cinquantotto anni non at-
con quelle visse ne’ bolchi i onde fuchiamato Agrios , quasi falvatico ; ilehe pur dilse Eliano ; ed ambidue seris-scro libri della Natura delle Api . Pli-nio stesso nel lib. 11. cap. 16. dice , ehein Roma in una Villa di uno , ehe erastato Consolo , furon satte le cassette dicorno di Janterne lucido , e trasparenteper vedersi le operazioni delle Api . Ri-feriscc il ßoccone , ehe una Dama Po-lacca moglie dello Sluska Generale diCampagna di Lituania per osservaretutto il travaglio, e le azioni delle Api,fece fabbricare alcuni Alvearj co"i Cri-stalli dinnanzi, e di dietro : e lodando1’ invenzione non pensata da alcuno( egi i dice ) crede , ehe alcune cose as-servasse di curioiitX grande.
ARTIG XXII.
Delle Favole delle Api.
i. Q* Iccome tutta la Storia delle cosci j naturali sta offuscata dalle fa-vole ; cosi molte favole ancora si sonodette delle Api, e delle altre , ehe tra leApi II numerano; e qui alcune sola»mente ne riferiremo . Scrisse Plinio lib.n.cap.16. ehe ci sono stati dubbj gran-di tra’ Letterati per la' loro nascitajnon essendoli mai veduto , ehe le Apiusino insieme. Aggiugne, ehe alcunihanno veramente creduto , ehe nasca-no le Api da’ siori accoinodati insieme;altri dal Re loro : e ehe sia il solomaschio Giostone nella Thaumafogra*pkirt in Aihnirand. Exanguium cap. 2.descrisse il modo narrato da CostantinoCelare , come dal Giovenco morto sipossano sar nascereie Api, cioe dal Lu«di trenta meli ammazzato: e narra, ehedal Cervello si generi il miglior Re , e«lalla midolla Ipinaie altri Re menoforti, e grandi dalle carni altre Api.Euoenio Raimondi nelle Caccie lib■ s>cap. 4. scrisse, ehe le Api nalcono parte1 dal-