404 lßor.ddle Gemme, e äelle Pietre di Gidcittto Glmnut, Lib.VL
ne ha osservato il contrario in Roma,cd in Sicilia : e crede , ehe ne’ paesisreddi, non nleendo suori le Api, abbiadato motivo di dire , ehe dormano.
4. Favola e pure , ehe (ieno di cat-tivo augurio le Api • Narra anche Pli-nio lib. x 1. cap. i 7 -ehe dove il Re siferma, tutte le altre II accampano qui-vi : ed allora a’ suoi tempi faeevanograndi augurj 0 pubblici, 0 privati.Appiccandosi inlieme a guifa di imgrappolo d’uva, e ponendoli nelle Cafe,o ne’ Tempj, questi sono stati spessevolte purgati . Si pofarono su ia boccadi Platone bambino : e eib significo lasoavith della dolciUima sua eloquenza.Posaronli nell’Esercito di Druso smpe-radore, quando egli fece giornata, evinse appresso Arkalone ; ancorche ineib gl’ Jndovini non s’ apponessero , iquali teneano scmpre cio per cattivoaugurio . Lodovico Doinenichi nellePoftille poste a Plinio da lui tradotto,dies, chefu cattivcr augurio, quandoii pofarono fu le Inlegne di Pompeo,ufcendoegli di Durazzo ; ma ben si sa,ehe quelche a caso aweniva, era da’ fu»persiiziosi Antichi preso per augurio : eda’vani augurj tutte Ieloro azioni rego-lavano . N^rra il Tanara, ehe nel 1642.mentre a’ 12. di Settembre li godevaquieto la Villa , udi, ehe 1 ' Efercito delDucadi Parma era a S. Cefariodaluidistante quattro miglia,ed alcune Trup-pe avearo cominciato a fcorrere ful Bo-lognefe. Quando stava dubbioso, fe talnuovacreder dovesse , gli fu detto , ehele Api del muro sac'eano strepito gran-de con insolito susurro: di ehe accer-tato •, perche avea letto nell’ Aldrovan-di, ehe avanti, ehe i Greci assalisserolaCitta de’ Tofcani le Api aveano luo-ri del loro naturale strepitato , epredet-to la sutura stragge : si risolfe ritirarsicolla famiglia , e con alcune cofe piurare verso la Citta : e poco^lopo la suapartenza giunti i Soldat! , passaronocon notabile pregiudizio di certe cose.
ehe per Ia brevi td del tempo non potösalvare . Da eib cava , ehe s’ inganna»vano gli Antichi in credere , ehe le Apierano di male augurio ; poicche furon#a lui di buono augurio , avvisandogli ilpericolo , e la necelsita della f’nga . Chepossano gli animali conoscere la muta-zione de' tempi, ed altre cose naturali,non abbiamo alcun dubbioj mache co-nofeano ancora quelche dipenda dagtiatti liberi ; onde possano essere di sini-stro, 0 di buono augurio , 1’abbiamo perfavola ; lpesso quelche si fa a caso appli-candos! ad augurio: e gli Antichi su-perstizioli a molte vanita han dato fede.
ARTIG. XXIII.
Della Manna , e dellestiespszie.
I. Ala Manna il nome ammira-
Xx tivo , che ha preso dalla voceEbrea Man hu , che significa Quid efihoc , e dalla Sagra Scrittura ; beuchedalla Manna degli Ebrei disseri l'ca , edel Popolo d’ Ifraele , la quale piovevadal Cielo per cibargli . Dagli Arabi fudetta Tereniabin : ed e stimata la nostraManna un dono eccel lentissimo dellaNatura ; raccogliendoli suori del le leg-gi della stesla , e per medicare nella ma-niera della rugiada , del mele , e delZuccaro * onde si maravigliano i Con-tadini , vedendo cader da) Gielo laManna, come i grandini . Alcuni 1 ’hanno chiamata Mole dell’ aria dellanatura celeste : e stimano , che di que-sta trattarono Galeno coi nome di Me-le aereo , e Teofrasto , da cui fu dettassor/V mei. Il Cortelio in M/faellan. De-cad. 8. tr. f.e’l.Manardo lib. 4. Epift-l.tlib. i.lcrissero intorno la contro-versia , se dagli Antichi sia stata cono-sciuta Ia Manna : e veramente Diosco-ride niuna menzione della stessa ha sat-to , come dice Mattiolo.
2. Molti dissero essere la Mannarugiada caduta dal Cielo : e Mattiolo
co-