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Tomo II.
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De' Corbi odoriferi. Cap.V. <<cf

Cosi la clescriffe 1 . Tß JAdMsia quidam ros ,sive liquor suavis , qui ex aere veni emsublucanis temporibus , arborum ramis,& frondibus , herbis , lapidibus , <5-solointerdum, invenitur barere , qui brevitemporis curriculo coalescens , grumnsusin gummi morem efficitur . Le Helfe pa-role ripetono lo Scrodero , e ’1 Reno-deo . Girolamo Calestani dice eifere ru-giada , chc cade lopra le pietre , e fopraalcune piante : e ehe differifee fecomsole cole , lopra cui cade ; perche foprale pietre cadendo , e granellola , e ficongela in guiladi leine: quella , ehecade fopra le piante piglia alquanto lavirtu di quelle. Stima effer 1’ottimaquella delle pietre , bianca, granellola,frefea , e dolce : dopo quella , ch’ e al-quanto citrina ; ina la fofca , cenerofa,e vecchia non effer buona : e dice , ehedura un’ anno ; ma ehe bifogna riporlacoli' iflhpo , e coi timo . Carclano icrif-fe , ehe tutta la Manna li raccoglie ne-gli alberi coniferi, come nel Cedro,nella Larice , poca nel Salice , moltomenonegli altri alberi \ perche la ru-giada fi Iparge nelle frondi larghe.Leandro Alberti nella Descriz. delP Ita-lia, quando tratta della Magna Grecia,feriffe , ehe cade dal Cielo ne’ tempi d’estate fopra alcuni alberi , ehe hannole soglie molto simili alie frondi de’iuc-cini , o fieno prugni silvestri , e ehe-Icenda maggiormente la notte dei gior-no , quando e molto furiosamentepiovuto, effendo poi seguita la bella se-renata . Rugiada la crede pure il Bru-none nel Lexic. Medie. Caflell. e citomolti Antori della stella opinione , ehene seri flero 1' Istoria : e veramente qua-si tutti hanno falsamente creduto , ehelia rugiada.

3. Gabriele Fallopio De Me A. purg.smplic. cap. 37. stimb , ehe quella diCalabria non lia rugiada , ma gomrnad’ alberi e si dichiarb non avere ardi-re di cib afferire: e sperava di breveaccertarsene. ehe la stella Manna di

Calabria non altro sia, ehe lagrima , ogomma d’ alberi , 1’ accertano molti:e 1’ Altomare scriffe , ehe non sia aerea;ma corpo , e lagrima tramandata daliepiante dei i’ Orno , eccitata, e ri sudatacoi mezo della ferme ntazione , come Iagomma degi i alberi , ehe comparilesper lj pori , 0 crepature della superficiedella stella pianta dell’ Orno ; cosi 1’ al-tra acquiilata coi mezo dell’ incisionefatta dagli Homini nel tronco della stef-fa pianta . Gib riferifce , e consormaSilvio Boccone nel Mnseo di Fisica, Os-serv. 14. D. Giovambatilla Perraro Me-dico ed abitatore in Calabria , avendoolfervato la natura, e le condizioni del-la Manna , nella \\elazione fatta a Giu-seppe Donzelli, ehe si legge nel Teatr*Farmaceuticopart. 2. tratt»ndo dei Te-reniabin, afferma non effere fostanza dtrugiada ; perche tut te le tre fpezie diManna si cavano solamentedagli Albe-ri di Fraflino , e dell’ Orno : e fe cades-le dall’ ari a , Il lrovarebbe in tutti glialberi di Calabria . Dice anchc il Don-zelli, ehe gli abitatori della Calabriastesla han fatta la fperienza coi teneracoperti tutto un’ anno alcuni alberi diFraifi.no , e di Orno : e pur cosi copertihanno la Manna solita a suo tempopro«dotta.

. 4. Nell’ Annotaz. al cap. r r. Ub. i»dell’ Ißoria de'semplici Aromati di Gar-zia dall’ Orto , li leggono le doglianzodi Carlo Clusio eontro Donato-AntoniaAltomare , ehe stampb il Trattato del-la Manna . Si narra , ehe nel 15-62. di-mandato Marino Spinell! Protoinedicodei Regno di Napoli, ehe cosa solle laManna delle Spezierie , gli parve dirscoli' opinione di molti suoi sequaci,ehe non tutta era buona ; ma quella so-lamente di logi ia , qual credea venisdall’ aria , a ditferenza dell’ altra dettadi corpo . Fu pero per pubblico EdittoRegio proibita lotto gravilfime peneagi i Speziali tenere altra Manna , ehedi foglia. Cio parendo doro ai Clusio,:

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