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Tomo II.
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4 1 4 Jßor. delle Gemme , e delle Pietre di Giacinto Gimma.Lib.Vl.

ffert Regno al Mondo, che mandi tan-to dei luo fuoia ; poicche H medesiniospaccia mandole , nocclii«, anili, sinoin b; rbaria,ed in Aieflandna:Zafferanoper j,iu parti, Sete p er Genova, e To-lcan , C lio per Venezia,e per altri luo-ghj, Vini per Koma, ea valli,agne Ili, ca-strati per isivCrsi luoghsie no vi e Regno,ciu abbia meno bilogno deli’ altrui.

14. Tralasciando altri luoghi , oveil Zuccaro si faccia , non traiafciamojl Zuccaro delle Hole Maldive , ove lifa da un’alberodi Palma : e narra i 1 Bo-tero , che ivi e un'albero, il quale da Iamateria da fabbricar le Navi, e da cari-carle,come distintamente delerive:e di-es, ehe tagliando leggiermete il ramo,nedistilla Un certo sugo, dei quale con va-rie arti se ne fa Zuccaro,vino, ed aceto.

If. Sono molti gli Antori , chetrattano Ia questione, le agli Antichi liastato noto il Zuccaro de’ Moderni , cheli fa coli' arte. Scrodero dice effer falso,che sia stato ignoto ; perdie gli Antichihan fatto menzione dei Zuccaro coi no-me di Mele di Caune , come Galeno , eDiofcoride . Paolo P»ineta Io disse Sa~le d’ India , c che coi calor dei Soles’induri, e urenda forma di Sale ; cosrPlinio , ed Avicenna >0 disse .SVr-ledolco. Altri dissero , che ilZuccarosia lo stello degli Arftichi: efannolaquestione ii Manardp Epiß. 22. lib. 2.Salmasio De Saccharo , ed altri. Difen-de Mattiolo , che non conobbero gliAntichi a Itio Zuccaro, che quello iulagrima , cioe il fugo abbondante delleCanne aperte ne’ lati , o ne’ nodi di el-fe, e come la gomma - Plinio Hb.i2.cap.

8. cosix feriffe.Saccharon & Arabia fert,sed laudatius India. Efl autem me! inarundinibus collefhtm pttmmium modo,candidum , dentibus fragile , ampliffi-tuum nucis avellana magnitudine . Riygetta io stello Mattiolo 1 ’ opinione ditpei, che asterifeono farsi il Zuccaroantico dalla rngiada a guilh della Man-«a: e che gli Antichi abbian fatto il

Zuccaro coi cuocere le canne; afFerman*do , che colle cotture di varie piantedolci formavano diverse bevamle inluoM dei vino . Aggiugne di avere odi-to da coloro , che tono stati nell’ llbladi S. Tommafo , e nell a Madera , tro-varli ivi il 'Zuccaro indurito nell e Can-ne ( simile al nostro Zuccaro canditofatto coli arte j spontaneamente usci-to , come gomma ; ma che piu tal Zuc-caro non si porci, come egli crede; per-che ora poco se ne poisa raccogiiere . Ne’tempi di Diofcoride e dz Galeno nonogni anno le canne ii tagliavano , edabbondavano di sugo, che suor i usci-ya , come le gomme degli altri alberi;fna trovata i’ ai te di fare il Zuccaro de’Moderni, le Canne si tagliano ogni an-no , e li semina00 , e non poflono permolti anni tenersi ; onde tal lagrimaiiscir posta ; e perb il Zuccaro degli An-tichi e perduto ; itu si fa pure coli’ ar-te , ed e ii Zuccaro Candito simile al •"flaturale . Etmullero in Schröder, portamolte distserenze dei Zuccaro de’ Moder-ni da quello degli Antichi benclse abbiavoluto il Donzelli mostrar 1’ opinione dimolti, che han creduto non elservi al-tra difFerenza , che nel modo di serio.

Delle Ac que Minerali.

C A P. VI.

I. T? U sempremai conosciuta neces-JP stria 1’ Aequa alia generazione,ed alia nutrizione delle piante, e deglianimali, che privi della stesta sollentarnon si poflono . Scimb.Esipdo , ehe tol-le 1 ’ Aequa la piu antica degli Elemen-ti tutti; e Talete stabili per unico prin-cipio di tutte.le cose la medeliina ; ci aeche ogni cofa nasca dall’ aequa , ed ali’aequa poi ritorni; mostb dalla rtgione,come li ha da Aristotile 1 -che I’ umido sia il ferne, onde 1 ' nnimarle si faccia , e 1’umido sia pure I’ ali-mento , con cur viva , e Ii nutri i ca ;pero Omero , ed Eliodo appcilarono I’r s Ocea-