Delle Aeque Minerali . Cap. VI. 447
ehe tutti i Medici, anche antichi, ap-provano 1 ’ uso dell’ Aequa calda per ri-Biedio in alcuni morbi.
10. L’ uso dell' Aequa fredda natu-rale, o raffreddata colla neve , o inaltri modi, e stato antichiffimo , e perbevanda de’ .sani, e degi’ infer mi , e
er li bagni: e ne fanno menzione isedici piu antichi . Plinio narra diCarmide di Marseglia ( ehe LodovicoDomenichi nella traduzione chiamaCarine ) tra’ Medici , ehe passarona aRoma, non solo condannb la Medici-na usata prima dagli altri j ma i bagniancora , e consiglib , ehe gli Hominiancorche ne’ gran freddi , li bagnasse.ro con aequa fredda , e tuffava gli am-inalatine’ Laghi: e dice lo stesso Pli-nio lib.2 1. cap.i. Videbamus Senes Con-sulares usque in oßentationem rigentes .Qua de re extat etiam Anne i Senecaajtipulatio . Senza recar le prove , e leragioni di varj Antori , ehe 1 ’ Aequafredda difendono , oui basteri riferirequanto scrisse Nicolb Monardes Medi-co di Siviglia nella Giunta ali’ lfloriadf Semplici Aromati dell'Indi a di Gar-2ia dall'Orto , nel Trattatodella Neve ,E di quaI ehe altro .
11. Dhnostra dunque Io stesso Mo-nardes , ehe il bevere ebbe 1’ originedalla neceflita , ehe abbiamo della no-stra conlervazione : ed essendo un’ ap-petito naturale di ogni Homo,e di ogniAnimale , di ristorar 1’ umido, ehe dicontinuo fi perde , la Natura creb 1 ’Aequa , ehe e fredda, ed umida, per ri-parare a questa perdita : e cib pur disseGaleno 1. De sanit. tuend. 11 Santorio*”^ r t- Medie. Gal.part.l. qu.27. dicerfier propria dsll’Acqua l’umiditä, e laireduezza j ma piu intrinseca 1’umidi-ta j perche tosto li pub togliere la fred-dezza , come fi toglie nelp aequa calda,,a quale e anche umida . A stegna anco-ra. molto fottilmente la sreddezza in-trinseca , ehe e Ia potenza di raffreddar-U , la quale non pub perdere lejstZa coa-
sumarsi: e 1’estrinseca , e questa si pu 5togliere , come nell’acqua calda ; ondetolto 1’eftrinseco calore, torna 1’ aequaalia sua sreddezza . Dice il Monardes ,ehe Ippocrate , Galeno , e Diqlcoridevogliono, ehe 1 ’ Aequa non solo esserdebba senza sapore, odore , e colore ,lucida , e chiara * ma fredda ancora »perche ristora 1’ llomo perduto , e faassottigliare il cibo, perche possa pe-netrare al fegato , e quivi farli langue,secondo la loro antica opinione. Ga-leno vuole, ehe 1 ’ Aequa öftre le fu*condizioni, dee esser fredda: ed ha mul-te qualitä , ehe non ha la calda . Avi-cenna nel lib, 2. trattando dell’ Aequa»Ioda la fredda ; perche conforta lo sto-maco, giova a chi ha i 1 ventre serra-to , a chi patisce stufst , o uscite di cor-0 di quallivoglia maniera , ed a chia infermita nate da tali discese . Af-ferrna ancora, ehe conforta tutte levirtü nelle sue operazioni; cioe la di-gestiva , i’ attrattiva, la ritentiva, eT’espuldva . Nella 2. dei primo dice ef-fere la migliore di tutte le aeque , euella , ehe conviene a’ sani; perchea appetito a mangiare , e fa lo stöma-co forte. E poi soggiugne, ehe quella»ehe non e fredda , corrumpe la dige-stione, fa vuotare il cibo dallo stoma-co, non leva la fete , e cagione d ldro-pifia , econsuma il corpo coi suo calo-re . Nella 3 .dei primo cib conferma, di-cendo , ehe 1 ’ Aequa fredda conviene aquelli di complefsione temperata ; per-che la calda fa in sei mare lo stomaco :ed Isac , Aliabas , e Rasis diff er0stesso . Nella 3. dei primo dice il mede-simo Avicenna , ehe chi vorr& beremolto freddo , debba far prima buonfondamento di cibo-, e poi beva : e ehenon si dee bevere la fredda in. un trat-to , ma a poco a poco : e cosi li pren-de mlglior gusto inquello, ehe si bee:e poi, ehe non mortifica il calor natu-rale , come nell’ Olla si vede , quandobolle» ehe fe le legetta 1’ aequa ad uu
trat-