4s a Ißor Jette Gemme> e delle Vietre di Giaclntö Gimma, IAb.Vt,
ist maniera, ehe con poco bevere sisoddisfano : toglie ia l'ete ü giorno,proibisce il generarsi pietra nelle reni,al calore temperando : vieta P ubbria-chezza , e fa molti bnoni eifetti , ehe1 ’ uso , ela sperienza dimostra . Tuttoeib ha preso da Raiis nel Üb. ^. De Con-servami. valetitd. ad Almansor. e diceancora , ehe aflermano i divoti dellaneve, ehe a bevere un bicchier di ac-ua fredda di pozzo , o di fontana fred->a,fa male ; ma bevendola rinfrescataconneve non fa danno . II medesimoIRasis scrifle , ehe P acqua , ehe non efresca a loddisfazione di chi la beve,gonfia ü ventre , non toglie la fete,guasta Pappetito , leva la voglia dimangiare , consuma il corpo: e con-chinde non esser cofa buona . Descrilseancora il Monardes nelP Epilopo del luotrattato , e ripete le virtu del beverfreddo, o ehe sia naturale , o con neveDel modo piu ntilmente ufato; cioe,ehe conforta 1 o stomaco rilafciato , edebole , vieta il flullo, e lederivazionidegli umori caldi a lui; onde impedisceiflufsi, e vomiti colerici, fa migliordigestione, raffreddaP incendio a quel-li , ehe sono lommamente caldi: tem-pera il calore della State , fa bevere conpiacere , ed allegrezza presa fopra ilcibo da forza al calor naturale , perchemegliosaccia la sua digestione : allegraimalinconici, toglie alvino il furore,cd il fumo : posti i frutti nella neve , faehe non ti corrornpano : cd ha altrevirtu giä narrate , oltre le molte , chospiegar non si poslono.
ac. Dee perb avere la sua modera-aione il bever freddo ; perche il sover-cliio freddo , e P uso continuato e ca-gione di varj mali, e ^abbreviarelaEvita. Ne scri/se chiaramente Avicen-*ia nella del primo , cap. 8. ehe P usocontinuo cagiona molti danni: offendei nervi, e cattiva per Io petto , e per' Iimembri interiori, per lorespirare ,fal-v0 sc non folle sanguigno : e se non sen-
tira subito il danno , lo sentiris nelPavvenire ; benche egli intende dell’ ac-qua di neve . Suppone Luigi della Fa-bra rtttm. 9f. cne la Neve abbia varj»e diversi effluvj molto rigidi, ed infles-sibili salnitrali dall’ acqua ritenuti, at-ti a ferire , e congelare , ed uniti collospirito ammoniaco , valevoli a brueia-re . Ne’ tempi nevosi uercid si veggonotalvolta Flulsioni, Dosori, Toste, Distil-lazioni, Raucedini, Catarri, Artriti-di, Punture , Febbri acute, mali digola, Asrna, morbi di reni, e dellavescica , ed altri cagionati dal tempo;perche gl i effluvj nevosi scorrendo perP aria, per li pori della cute, e coli’ in-ohiottirsi nella respirazione , penetranone’ fluidi, e ne' solidi del corpo alte-rano il sangue , e-tutta P economiaanimale , e vitale. Per viver sani bilo-gna, ehe in qnei tempi i corpi si forti-sichino colle vesti, e co’ i cibi propor-zionati, e si sfuggano i Venti nevosi,P aria , la neve stella , ed anche i viag-gi, ehe a’ deboli danni gravi cagio-nar poflono. Nella Disertat. De 'Ani-mal. Fabulos, part. i. cap. 16. abbiamdetto , ehe nella Neve vi sia il calore,come prova diifulamente il BartolinoDe usu nivis ; spezialmente per lo sale,ehe ha , per cui si condensa dal freddo*.e le mani poste nellaflMeve con molestoardore rosseggiano:e si bruciano i piedidi coloro , ehe per la neve camminano.Basilio Magno il Santo nell’ Orat, in40. Martyr, appella i Martiri torridos >semiafsos frigore : e P Elmonzio /.de Aere disto la neve eifere piu caldadell’ aria ; perche il membro congelatoquasi , sotto la neve si riscalda . Da cibben comprendere si poflono i danni, ehedalle bevande soverchio gelate si cagio-nano: e spezialmente quando i corpiinflammati si ritrovano . Molti Esempjda varj Autori riferiti ha raccoltoloSchenchio Observ. Medicinal. lib. 3. DeSiti i cioe ehe Antonio di Parma giovi-nc robusto in tempo caldissimo, sotto
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