' ->2 _
Maestro, volle Sua P. Reverendiss. leggergli ella (lessa di nuove ,e cosi fu , e mi refe il Libro sotto scritto e licenziato di suo pugno ;onde io dopo due mesi di dimora in Roma , me ne tornai a Firenze ,con pensiero però di rimandare il libro là , dopo che io avesti fattela Tavola , la Dedicatoria , e altre circostanze , in mano dell' Illu-strisi. ed Eccellentisi. Si%. Principe Cefi , Capo dell’ Accademia de'Lincei , acciò fi prendeste cura della Rampa, come era solito faredi altre Opere mie , e di altri Accademici. Sopraggiunse la mortedi esto Principe , e di piti V intercifion del commercio , ( per cagionedella Peste che era in Toscana ^, talché lostampar l' Opera in Ro-ma fu impedito , onde io presi partito di stamparla qui , e trovai econvenni con Libraio e Stampatore idoneo ; per lo che procurai lalicenza qui ancora dai Reverendiss. S igg. sicario, e Inquifitere , edall' I Ilu tirisi. Sig. Hiccolò Ante’la; e parendomi conveniente darconto a Roma , e al P. Maestra di quanto passava . e degl' impe-dimenti , che fi opponevano allo stamparla in Roma. conforme a chegli avevo dato intenzione S feristi a S. P. Reverendiss. come avevopensiero di stamparla qui. Sopra di ciò mi fece intendere , per viadell’ Eccellentisi. Si^. Ambasciatore, che voleva dare un altra vi-sta ali’ Opera , e che però io gliene mandasti una copia. Onde io ,come Ella sa, fui da VS. Illustrisi, per intendere , se in quei tempisi sarebbe potuto mandar' a Roma un Volume cosi grande sicuramen-te , ed Ella Uberamente mi dijse che nò , e che appena le semplicilettere passavan sicure. Io di nuovo feristi , dando conto di tale im-pedimento , e offerendo di mandar il proemio , e fine del Libro , do-ve ad arbitrio loro potessero i Superiori aggiugnere e levare , emetter proteste a lor piacimento , non recu fando io stesso di nominarequejli miei pensieri con titolo di chimere , fogni . paralogismi , e va'ne fantasie , rimettendo e sottoponendo sempre ti tutto ali’ astòlutaSapienza , e certa Dottrina delle Scienze Superiori ec. E quanto alriveder /’ Opera di nuovo , ciò fi poteva far qui da persona dì sod-disfazione di S. V. Reverendissima. A questo fi quietò , e io man-dai il proemio , e il fine dell' Opera ; e per nuovo Revisore appro-vò il M. R. P. Fra Iacinto Stefani Consultore dell' tnqusizione ,il quale rivedde con estrema accuratezza , e severità ( così anchepregato da me ) tutta l’ Opera , notando fino ad alcune minuzie ,che non a se steso , ma al più maligno mio avversario nè anchedovrebbero arrecare ombra di scrupolo • anzi S. P. ha avuto adireaver gettato lagrime in più di un luogo del mio Libro, nel consi-derare con quanta umiltà , e reverente sommestìone io mi sottopongoali' autorità dei Superiori , e confesta , come anche fanno tutti quellichi hanno letto il Libro , che io do vrei esser pregato a dar fuori