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Tomo primo.
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tale Opera , e non intraversato , /w mo/n' rispetti , che ora non occorreaddurre . Ai» scrisse più settimane e meji sono il P. D. Benedetto Ca-selli . rfwer più volte incontrato il Padre Reverendifsmo Maestro ,e inteso dal medesimo come era per rimandare il proemio sopraddetto ,e il fine accomodato a sua intera soddisfazione ; tuttavia ciò non èmai seguito , né io più ne sento muover parola : /’ Opera sì sia in uncantone , la mia Vita sì consuma , e io la passo con travaglio con-tinuo . Perciò venni ieri a Firenze , prima così comandato dal Se-renifs. Padrone , per vedere i disegni della Facciata del Duomo , epoi per ricorrere alla sua Benignità , acciò sentendo lo flato di que-sto mio negozio , restasse set vita, col consìglio di VS. Illustri ss . ,di operar sì , che almanco st veniste in chiaro dell' animo del P.Reverendifs. Maestro; e che quando cosi paresse a Loro , VS. Illustr.di ordine di S. A. scrivesse ali’ Eccellentiss. Sig. Ambasciatore ,che fi abboccasse col P. Maestro , significandoli il defiderio di S. A. S.estere , che questo Negozio fi terminasse , anche per sapere che qua-lità d' Uomo S. A. trattenga al suo servizio . Ma non solo non po-tetti abboccarmi con S. A. , ma uè anche trattenermi alla vista deiDisegni , trovandomi assai travagliato. E pure in questo punto ècomparso qui un Mandato di Corte , per intendere dello stato mio ,il quale è tale , che veramente non sarei uscito di letto , se non eraP occasione , e il defiderio di significare a VS. .Illustrisi, questo mioNegozio , con supplicarla che quello che non avevo potuto fare io ieri ,mi faceste grazia di operare Ella siesta , prendendo il sopraddettoordine , e procurando con quei mezzi , che Ella conoscerà meglio dime opportuni , di cavar reflazione sopra questo affare, acciocché ioancora posa in vita mia saper quello , che abbia a seguire delle miegravi e lunghe fatiche. Riceverà VS. lllustriss. la presente per ma-no del sopraddetto mandato , e io starò con desiderio attendendo disentire dal Sig. Gerì , quanto sopra di ciò avrà concluso VS. Illusir.alla quale reverente bacio le mani , e prego felicità . Quel Gerì no-minalo dal Galileo in questa Lettera, è Gerì Bocchineri, No-bile Pratese, Parente del Galileo, e suo quasi Agente negP in-teressi, ed impiegato nella Segreteria di Stato (a). Elio GerìBocchineri adunque, feriste nella susseguente sera degli 8. Mar-zo al Galileo, P appresso Lettera, 1 ' Originale della quale ioconservo nella prima delle due Filze regalatemi dal Sig. Avvo-cato Angelo Felici, come meglio specificherò più a basso, eche io chiamerò Filze Felici. .Molt' Illustre ed Eccellentsi. Sig.

mio

(«) V. una Lettera del Galileo al P. F. Fulgenzio Micanzio, in datad’ Arcerri 12. Luglio >6z6. a c. 549. del Tom. IL dell’Opere del GalileoEd. di Padova.