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volezza mai ben conoscere , se non allora che il Principe fi mostra cir-condato da nobile ., e scelta schiera di Virtù lodatissime , da Zenofintefilmate per la più insuperabile fortezza , che aver posa un Capo d’una beri ordinata Repubblica ; affai più diffidi cosa essendo con le Giu-ste Leggi , e Santi Costimi acquistato Regno in sua dignità mantene-re , che grandezza a grandezza aggiugnerc . Da tali considerazioninacque la Sentenza di quel Savio Veruna cosa aver maggior difi-cultà , che bene e giustamente imperare, come altrettanto leggieri ilcontrario . E perche al Gran Cosimo simili impedimenti o sì diminuis-sero in parte, o almeno nocevoli non fissero , il Gran Padre , con fru-golare accuratezza, anima delle migliori elezioni, gli provvedete diPrudenti Uomini , altamente accostumati , e nelle Scienze, ancorchédifficili , espertissimi ; e poco avere operato parendoli ( che le cose ,quantunque grandi fieno, al desideroso di gloria sembrano sempre pic-colissime ) per sua propria esercitazione, nel Reale Palazzo fece raduna-re Virtuosa Accademia , non solo de' più Grandi Uomini che per Let-tere nella Toscana sorivano ( che pure ne è del continuo fecondaproduttrice ) ma ne feo diligente ricercamento , ovumque dì chiara ealta nominanza essere ne sentiva, volendo che in tale Adunanza d'al-cuna cosa, ancoraché grande, non s favellasse, che giovevole non fusse al mantenimento delle ben ordinate Leggi, e che a fare grandeun Re abbisognavano. Da tali insegnamenti , ne divenne il Gran Cosi-mo in breve cosi efperimentato, che di alcuna cosa. grande non fi ra-gionava , né d' alcuna Virtù i pregi fi nominavano, che di questa, edi quella non conosce/sé la singolare eccellenza . Già intendeva la va-rietà degli Autori più lodati , /’ Opere de ' Capitani più famosi, del-le Imprese più grandi le lodi, e de Regi più Sovrani non solo leLeggi intendeva, ma i più afe osti mezzi, onde cari a loro Popoli firendevano , e agli altri pieni d' una riverita Maestà fi mostravano .Già per tutta l’ Europa divolgata fi era chiarissima fama della scel-tezza de' suoi Pensieri , dell' altezza del suo Animo della varietàde' suoi Dilatamenti, della Pietà, della Religione , e finalmente ditutte quelle Virtù , che t Uomo possono rendere chiarissimo .
I Limiti che mi sono prefisso , non permettono il divagare inaltri generi di Azioni del Granduca Cosimo IL, per le quali ei si èsegnalato in breve giro d’ anni, e si è meritato un’ eterna lode.Non posso per altro dispensarmi dal ricopiare alcuni palli del Veri'tiero Elogio, che ne scrisse Michelangelo Buonarroti il Giovine (a).
Quel-la') Delle Lodi del Granduca dì Toscana Cosimo II. Orazione diMicbelagnol Buonarroti , recitata da lui nels Accademie Fiorentina il dìzi. Dicembre ìózi,