La mia meschina penna non è idonea a tesser* i meritati Elogi aquesto Gran Principe, per tanti benefizi fattici in tal congiuntura;laonde mi ristringerò ad accennare coloro, che in nome del Pubbli-co gli hanno protestato ofiequj e ringraziamenti.
A. CXCVIII. In primo luogo propongo il seguente Libro , cheespone elegantemente, e circostanziatamente tutta f istoria dolorosadelle stragi delia Peste in Toscana , ed insieme la gloriosa degli ot-timi Provvedimenti del Granduca Ferdinando IL, squali possonoservire di sicura utilissima regola per qualunque paese , che avestemai una simile disavventura. Egli è intitolato: Prelazione -elei Conta-gio flato in Firenze s Anno 1630. e 1633. , con un breve raggua-glio della Miracolosa Immagine della Madonna dell' Impruneta : alSerenisi. Ferdinando IL Granduca di Toscana : in Fiorenza per G io.Batifta Landini 1634. in 4. E' disteso da Francesco Rondinelli Gen-tiluomo Fiorentino, e Canonico della Metropolitana (a). Ivi egli di-ce a c. a.6. che penetrato già il Contagio nel 1630. in Firenze, edessendo morti due di Peste , atterrirono quefli due cas assai la Cit~tà , e spesso avanti il Màgisrato ( di Sanità ) s teneva gran parla-mento da i Medici , e facevanfi lunghe consulte se era Pese , 0 nò :alcuni di certo affermavano essere , altri negavano , non per vaghez-za di contraddire , ma perche così credevano , e in queflo modo laGitta tutta fi divise in due oppinìonì ; una che diceva esser Peste , equesti fi chiamavano gli Spericolati , gli altri dicevano esser mali Or-dinar) , i quali seguivano ognanno , cagionati dal patimento e stento ec.E' ben noto dalle Istorie, che volendo Domeneddio gastigare qual-che Popolo col flagello della Peste, ha permesso altre volte, cheMedici accreditatiflîmi, e forniti di gran Dottrina ed esperienza, sisiano vergognosamente ingannati nel Caratterizzare il Male, e nonP abbiano conosciuto per Contagioso com’ egli era, laonde Consultatidai Governanti, abbiano dissuaso il porvi i necessari ripari; ed èumiliante per i Medici il successo in Venezia per la Peste del 1575.nei tre solenni Maestri di Medicina Girolamo Mercuriale, GirolamoFabrizio da Acquapendente, e Girolamo Capodivacca , ai quali permisericordia di quel Senato fu risparmiata la Testa, stante 1 ’ aversostenuto che quella Malattia non era Peste , contro I’ Opinione del-lo Stabili, ed altri, .come veramente su . Quindi non faccia maravi-glia , se anche fra i Medici Fiorentini ve ne furono nel 1630. al-cuni , che non conobbero per Peste la Malattia nel suo principio,quando agevolmente si poteva soffogare. Non ci specifica il Rondi-li L Usili
( a ) Altre Opere di questo Dotto e Pio Ecclesiastico, si possonovedere registrate nella Toscana Letterata del Lineili, e Biscioni,