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Tomo terzo.
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Firenze la notizia, fa iî nostro Francesco Carletti nel 1606. al suoritorno dal Giro del mondo , come notai nel Regno del GranducaFerdinando I. {a) . Generalmente poi ne informò tutta T Europa An-tonio Colmenero , col suo Tratado de la Naturaleza , y Calìdad delGiocolate , Stampato en Madrid 16; i. che fu tradotto in Francesedal Dott. Donato Moreau, e Stampato in Parigi nel 1643. in 4. ;dipoi tradotto in Latino in Napoli dal Celebre Marco Aurelio Se ve-rino , e stampato in Norimberga nel 1644. in 4.; finalmente volga-rizzato, e stampato in Roma nel 1667. in 12. In certe Schede diMonsignor Girolamo da Sommala, conservate nella Bibliot. Puh. Ma-gliabechiana, si legge ; De una Relacion de Espana heca en el anolózo. , y copiada por Geron. Sommaria 1633., que se la emprefioel Senor Consolo Oratio Tempi „ De Indias tambien traen unas pol-„ vas de .Elpecias , que starnan Chocolate, y fuelen tornarlo a la„ manana en ayunas, con Agua caliente : disco que es provechoso„ a la Salud,- pero es muy disici! de tornar à quien no se acostum-,, bra de ordinario, o no està hecho en ella, por un Olor agudo,, que tiene „ . Relativamente poi a Firenze , così ne fece ricordoil Cav Tommaso Rinuccini (b): fi è introdotto in Firenze que fi'Anno x 668 , comunemente una bevanda ali' ufo di Spagna , che fi chia~?na Cioccolata , et anco dì ■ quefla vende uno de' fiopradatti Bottegai ,in Bicchier etti di terra , e par che gusti così calda , come fredda .Ho inteso dire più volte , che la prima Cioccolata si faceva nellaSpezieria Reale di Boboli > e per Io più si regalava dai Principi co-me cosa prelibata, e si costumava di darle odori d’ Ambra, di Gag-gìa, di Gelsomini Catalogni ec. secondo il gusto, come dice anche ilRedi. Principiò poi a farla con gran mistero , e venderla sino a liresette la libbra, uno Speziale da S. Sisto, il che gli produsse un granguadagno; ed io mi ricordo d’averne avuta in Casa , regalata a mioPadre , di questa con odore di Gelsomini Catalogni dato allo Zuc-chero .

CCLXXVIT. Il medesimo Cav. Rinuccini ci fa sapere : Co~mìncìb nel princìpio del Secolo ( o pure si rinnovò ) la delizia delbere fresco , ma fi procurava di ottenerla da ì Pozzi col calarvi leBocce del Vino qualche bora innanzi il pasto , et il Pozzo di qualcheCasta , che beveva concetto dì fresco , serviva spesso anche per i vici-ni, che vi mandavano le loro Bvcce , che per lo più erano dì terra.Si cominciò a riporre l' Inverno ti Diaccio per valersene l'Estate a

riti-

(a) V. Redi Annot. a! Ditirambo pag. , Th. Eartholini Epi-stolarurn Medicinalium Centuria 1. pag. 24 6,

(b) Lee, cit.