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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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A

furono molto solleciti, ed esatti nell** avvertire lediverse influenze de climi, tanto sopra la naturade** sottoposti prodotti della terra, quanto anche sultemperamento, e sullindole degli abitanti: ondese ne considerò lo studio come un dovere prin-cipale defondatori di nuove città, pel ben esse-re fisico, e morale degl individui delle medesi-me . Noi! intendiamo con ciò pretendere che co-tali nozioni si estendessero a tanta minutezza,quanta per Parte medica si richiedeva , come ilgrande Ippocrate ce ne ha lasciato un saggio lu-minoso nella sua testé citata opera de Aere , Aquis ,et Locis, che ha servito di fida scorta asuccesso-ri nella sua arte . Crediamo bensì che tal partedi astronomia si studiasse per quanto devea ser-vire alla geografia, ed allarchitettura, secondo-chè cei dimostra Vitruvio (A), il quale dopo averdetto che gli edifizj saranno ben disposti, se sia-si da prima badato alla situazione degli aspetti,ed alla qualità del clima , soggiunge : Tutto

« ( rap-

pocrates de Aere, Aquis , et Locis c. XXXI.seq, Galenus L. Il, de Temper. Cicero de Nat,Deor. L. II. c. 6 . & 16. Strabo L, II, pag,poti, et 127.

(h) L, VI. e. 1,