<hè sì passane* regolare le fabbriche secondo ladirezione di essi, onde riuscissero riparate dagl * 1insulti de' nocivi , e predominanti . Premessi sìfatti principj teoretici, passa a descrivere pratica.,mente la pianta di, una città riparata da' venti »la cui figura mancando nel contesto è stata giu-diziosamente supplita dal Marchese Galiani (o) mA quest’ effetto sappiamo da Properzio (/>) , chele antiche carte geografiche almeno de’tempi suoiavevano anche notate le direzioni de'venti ne*rispettivi luoghi in esse segnati ;
Cogor et e tabula pìctos, ediscere m uridai ,
Qualis, et haec docti sit politura Dei
e a Quae
quattro, venti cardinali. » e che in appresso distinti
i venti secondari , q collaterali, si contarono finoa otto, come nella rinomata torre di AndronicoCorreste in Atene ; o al piu, fino a dodici , comenella colonna situata in Gaeta , di cui porta il fram-mento Grutero /M37. n. i. In vece di tutto ciò giàrisaputo sarà meglio notare , che Aristotele L. VII.Polìtic. c. ii. vuole che le città riguardino orien-te , ed esposte sieno a venti spiranti da tale spiag-gia, riuscendo, così assai salubri; e che. in secondoluogo quelle situate in faccia ad aquilone hannol’inverno non dannoso
(o) Ta V . II. Fig. a.
(p) L. IV. Elee. HI. V. 37. seq.