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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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Per lo più vi simpiegavano figurò alate, comedi aquile, vittorie, genj, ed altre simili,per es-sere più adatte a servire col favor delle ali a ri-volgersi dove il vento spirava. E f probabile' cheanche mobili per maggior grazia si formasserole vittoriole, e le aquile messe sul globo terra-queo rappresentato in mano degr Imperadori Ro-mani , in segno del dominio su tutto il mondoallora conosciuto.

§, 4. Se i venti marittimi per alcune dispo-sizioni locali sono talvolta infesti , non lascianogeneralmente di concorrere a formare coloroasciutti , e salini vapori la salubrità del clima ,temperando altresì colle loro fresche aure il grancalore della state . Gli antichi sperimentarono purtroppo questa verità , per cui il grande Ippocra-te (s) precettò: 'AXvdSys róiros ov>j<n< popog: Ma~ritimus focus ad sanitatem commodus est . E Plu-tarco (?), senz"*addurre altre autorità, così scris-se della vicinanza del mare :A èpa Xsttróripri jc aiKaBapàry,rinpocrfopov dva.S!Sùj<riv: Aerem tenuìta-te , et puntate commodum edit. Lamenità di unluogo ripetevasi principalmente, come nella nota 0.5,

ab-

(s) Praenot. sect. I.

(t) Syrnpos. L, IV. Quaest, 4,