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mare ; ma. che poi per mezzo delle indicate fbs*se , e canali, parte si andò a buttare nel Tigrie parte venne distratto in paludi . Egli si valeper appoggiare la sua opinione del luogo di Pli-nio
s’immetteva nel famoso canale, chiamatoxóiras •norap.òs, ottocento stadj lontano da Babi-lonia: la quale perchè in terra molle , malgradogli sforzi continui de’ Satrapi , si era renduta piùgrande , che non conveniva per irrigare gli aridicampi Caldei ; per cui Alessandro avendola forte-mente turata, altra bocca ne aprì tra dura pietra,trenta stadj lontana dalla prima, onde proporzio-nata quantità di acqua ne ricevessero le campa-gne Caldee , comprese da Arriano de Expedu.Alex. L. Vii. c. ai. sotto il generai nome di As-siria . Ritornando ad Ercole preso da noi peresemplare ehi può negare la storica interpreta-zione data dagli stessi antichi all’idra Lernea?perla cui ultima testa sempre rinascente, e finalmen-te affondata , e coperta di grossa pietra , comenarra Apollodoro dianzi lodato L, II. c. 4. si de-ve intendere la perenne bocca dell’infesta paludein Lerna esistente , da Ercole turata a gran fati-ca. Noi pertanto seguendo il sistema di accoppia-re agli stranieri i patrj esempi, ricordiamo a pro-posito di così fatte intraprese f,a celebre Via Erculeapresso il Jago Lucrino in Pozziipli, che anche ser-viva di argine contro gl’ insulti del prossimo ma-re . Essa, secondo Diodoro Siciliano Bibliotb. L.IV. p. 267. prese il nome dall’Eròe, che la for-mò in occasione di passarvi j bovi portati da Spa-gna , allorché venne nelle nostre contrade.