fio, come taluni hanno equivocato, essendo quéstiil Greco scrittore, da cui Plinio trascrisse- il fat-to ) per trasportare dalle cave di Siene , o di Tebel 1 obelisco lungo ottanta cubiti per entro il Niloin Alessandria sotto Tolonimeo FiJadelfo . A Sa*tyro archhectò alìqui devectutn tracia ut rate : Cai*bxenus aP hoenice sfossa perducta usque àd jacen-tem obeliscum e Nilo 5 navcsque dua's in l.itìtuii -nem patulli , pèdahbus ex eodem lapide ad ratio*■nem geminati per duplìcem menstifam p'onderisoneratas , ita ut subir eni oh elise uni pendentem ex*tremhatibus iuis in ripis utrinque i postea ege*stis Icterculis adlevatas naves excepisse ònus. OrT istesso autore: notando poco dopò, che ’l traspor-to per mare di cotaii macchine fu assai mala-gevole fino a’tempi di Augusto , non èssendovinavi adatte, soggiugne : Alia etc hoc cura na*vìum , quae Tiberi sulvehereiit. Quìi experimentòpalavi fit , non minus aquaruni huic attlni esse ,quam Nilo , Volendo dinotare che come nel Ni-lo , così nel Tevere per la sua profondità , giu*sta il detto da Dionigi , e per esser capace digrossi navigli , si eseguivano con facilità cotaitrasporti, colf ajuto de 1 remi j e delle funi tiratedagli uomini, o da' 1 bovi . Non possiamo a talproposito trasandate quél , che racconta Aie-
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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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