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ut tamen multum sìt in nobìs , qmi graviora.quae sunt , ea dilìgenti a levìora facere possumus .Etenim si propter terram , aut aquatn , odorerà*ve , quem aliquo loco eructat , pestilentior estfundus , aut propter caeli regionem ager calidiotsit, aut ventus non bonus flet : haec villa emen-da ri seleni domini scientia ac sumtu : quod per*magni interest ubi sint positae villae , quantaetint , quo spectent porticibus, ostiis > ac fmestris ,An non ille Hippocrates medicus in magna pesti-lentia , non unum agruni sed multa oppida scien-tia servavìl ? (49) Sed quid ego illuni voco ad te-
sti-
(49) Non è a bastanza chiaro , se dicendo Varrone inmagna pestilentia abbia inteso parlare della vera-mente gran peste , che invase Atene nel secondoanno della guerra del Peloponneso,, che fu l’annosecondo dell'Olimpiade LXXXV1L secondo il cal-colo di Daniele le Clerc Stor. della Med. Par. I. L.III. c. 31. Non pare perciò verisimile, che Ippo-crate , il quale si vuol nato nell’ Olimpiade LXXX.giusta il borano , avesse potuto essere nello statodi prestare soccorso medico all’ anzidetta città.E ciò rendesi viepiù improbabile da quel , cheriferisce Tucidide L. Jl. p. 44. Basileae 1540. intal rincontro, cioè che non giovò verun ajuto de’medici, e che anzi questi morivano più facilmen-te degli altri, pel commercio cogl’infettati. Quin-di è più credibile, che Varrone abbia avuto-in mi-ra