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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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;mmoniutnì Non hic Varrò nostet y cum Corcyraiesset exercitus , ac classis , et omnes domus re*,pletae essent aegrotìs , ac funeribus , immisso fe~nestris novis aquilone, et obstructìs pestilennbus ,jamaque permutata , ceteraque ejus generis dili*gentia , suos comites ac familiam incolumes re*duxit ,

§. a.

ra un caso simile posteriore , in cui Tppocrate piviprovetto nella sua arte si fosse servito dell Stes-so mezzo di fare accendere gran fuochi in Ateneper purgare laria, siccome prima di lui nel tempodella sopraccennata peste con felice successo avevaadoperato Acrone Agrigentino, come narrano Plu-tarco de Iside, et Osiride T. IL Op. p. 383. AezioTetrabib. I. L. I. c. 94. e Paolo Egineta L. II.c. 35. Tanto maggiormente , che nota Suida V,&'K.( 2 a>v di questo Acrone lei Ss xaì 3-ros twvrivanvé'Jp.a.ra. r^'xsu.0rota svojv , Hic etiam esttinus de illis , qui quaedam de 'ventis notarunt . Il chepare che debba riferirsi a que venti pestiferi-, perlavvertenza dequali il coetaneo di Acrone, Em-pedocle , ottenne il nome di KiaK'jrccvép,as , co-me attesta Diogene Laerzio L. Vili. p.ag. 228.Siamo debitori allistesso Suida V. 'ta^v del-la notizia , che il preservativo defuochi in tem-po di peste fu preso dall Egitto, dove i sacerdo-ti in consimili occasioni andavano a sacrificaresulla tomba del famoso Jachen ; e quindi dalla suaara accendevano de torchi, co quali poi metteva-no fuoco alle pire costruite a tal effetto per tuttala città.