popolazioni , che andavano a stabilire. Si badava'in su le prime alla situazione, natura, ed eleva-»zione de’monti ne 1 luoghi designati . Non occorrericordare in qual pregio si avessero i monti datutte le culte nazioni del paganesimo . Basta ri-sovvenirsi del consenso universale nel crederli lasede degli Dei, per cui sacrificandosi su la som-»rnità di quelli, opinavasi di essere più prossimi al-la Divinità. Ma noi lungi dal rimirarli sotto que-sta veduta di religione , lontana dal nostro istitu-to, riflettiamo, che mercè tale persuasiva si au-torizzavano maggiormente i vantaggi fisici , che \da essi ritraevansi. La loro situazione era dellamassima importanza, primieramente per l’ogget-to di fissare, e rinchiudere nella maniera più si-cura i confini del territorio di una città ondeappo i Greci 1’ istessa voce Opos , colia sola dif-ferenza dell’aspirazione , dinota Mons , et Termi -nus . In secondo luogo servivano di riparo agì’in-flussi di alcuni venti predominanti, e nocivi ; benchétal volta al contrario impedivano la giusta ven-tilazione a 1 sottoposti luoghi, cagionando ne’ me*definii aria malsana . Rifondevasi appunto allaposizione del monte Taigeto nella Lacerna la fre-quente invasione della peste in quelle contrade,perchè impedendo la ventilazione produceva nel-la state un calore estuante , cagione di epidemi-
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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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