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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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septuaginta quinque urbihus » Il pregiò maggior®della nostra Campania felice ripetevasi ragione-volmente dalla felice fituazione de fuoi colli , emonti. Eccone la testimonianza dell 1 istesso Pli-nio (s) : Tarn aprici colles , tam innoxii saltus ,tran opaca minora, tam munifica siIvarunt genera,tot montium affiatus . Terminiamo col detto dellostesso autore (r) , che tra gli altri utili oggettisono stati ì monti formati dalla natura per repri-mere l 1 impeto de 1 fiumi , e per somministrare idiversi minerali utili agli usi della vita , nonchéal lusso, ed all 1 ambizione .

§. 3. Rivolgiamoci alle selve , che rivestonospesso i monti, sebbene la religione anche per leselve esigesse de 1 riguardi j e1 sacro orrore de 1 bo-schi conciliasse negli animi de 1 Gentili il più vi-vo sentimento di venerazione verso la Divinità ;furono non pertanto con altra mira riguardate darettori de 1 popoli, che seppero accoppiare le lorofilosofiche , e politiche vedute agli oggetti teli-*giosi. Essi duneae seppero conoscere , ed evitareil danno , cagionato alla costituzione fisica delle

cit-

(s) l. in. c. 5.

(t) X. XXXVI. t. i.