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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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bitta dalla densità delle vicine selve , le qtralSnon solo impedivano la libera azione de 1 ventima intercettavano altrea il benefico calore de*raggi solari: onde le acque, che vi cadevano nonpotendosi disseccare , ed anzi impedite dalla fre-quenza degli alberi, vi ristagnavano, producendosidefossi i e delle lacune esalanti aria pestifera»Quindi furono bène accorti, e solleciti nel taglia-re , o almeno sboscare le selve, per cosi renderepiù salubre laria delle prossime abitazioni. Noiabbiamo veduto di sopra , che Agrippa con talmezzo purgò latmosfera del circuito del lago diAverno , recidendo la sacra ombrosi selva, cheìracchiudeva ; ed allora fu f come nota Strabone »che videro quecontorni seminati di vaghe abi-tazioni , e fatto luogo da diporto. Col taglio del-le selve leggiamo di essersi non una vòlta libe-rate le città dallinvasione della peste . Che sepoi pel bisogno delle legna non conveniva reci-dersi interamente, si sboscavano secondo le leggirusticalitempi dovuti ; e ciò che daLatiniespresse colla voce Interlucare , ì Greci disseroVioSaipsiv , e Aiax-eiQailpsiv, che nel proprio iden-tico significato dinota purgare , potendo allùdere alla vegetazione degli alberi , cui si andavanorecidendo i rami meno Vigorosi ; coiiié pure allapurificazione dell atmosfera del bosco } che eoa

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