§. 5* Prima di trovarsi l’arte di lastricare lestrade,la quale fu peraltro antichissima attribuen-dosi a’Cartaginesi (r), bastava consolidarle coilasabbia, o colla ghiaja , battendole bene nel ter-rapieno , e rialzandole nel mezzo, i). che propria-mente si chiamò Vìa e Agger (55) , per darvi loscolo laterale alle acque . Si badava a non, chiu-derle lateralmente nè con siepi, nè con piantarvialberi, come oggidì suol praticarsi nelle vie cam-pestri ; ma lasciavansi affatto aperte , perchè vifosse libera la ventilazione, nè vi si arrestassero leacque dopo le piogge . Non mancavano altri mezzida ripararsi dagli ardori del sole, purché le stradefossero asciutte, e pulite. Introdotto poi 1 ’ uso dilastricarle , le divisate a terrapieno restarono pervie rurali, atte almeno al passaggio delle some,e degli armenti : onde vengono distinte col nome
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(§5Ì Le strade delle città in oriente , come tuttaviacostumasi , non furono ne’ primi tempi lastrica-te ; ma ben battute , e mantenute assai pulite ,non vedendovisi nè immondezze , o altre sozzu-re . Son note le precauzioni prese da Mòsè perla nettezza delle strade.
(t) Isidorus Orig. L> XV, c. 16.