*'9
se ne implorava la liberazione {P) . Queste per*suasive animavano i congiunti degl’infermi a con*ciurli ne’ vestiboli de 1 tempj , affidandoli alla prò*lezione della divinità, ed alle cure de” 1 sacerdoti >i quali come in Egitto costumavasi, erano anchein reputazione dì medici tenuti . E’ già noto chechi si risanava in atto di gratitudine scriveva ilrimedio, e’1 metodo della cura sopra alcune ta-belle, che si appendevano nel tempio in memoriadel benefizio ricevuto, e per futuro regolamento insimili casi (c). In Egitto i tempj di Serapide ac-coglievano gli ammalati , e quivi col preteso fa-vore del nume ricevevano da’ sacerdoti que’ con*sigli, e quelle medicine , che f esperienza aveva ac-creditate ( d ), All’ iste sso uso furono destinati inGrecia i tempj di Esculapio (e) , e della Salute,per cui precetta Vitruvio (/) di doversi edifica-re in luoghi molto salubri, e prossimi a’ fonti diacque medicinali: Cum enìm, egli sóggiugne , expestilenti in saUbrem locunt sor por a aegra trans -
la-
mete
(b) Exod. C. XV. v.-a<$.
(c) PUni us L. XXIX. e. r.
(d) Persius Satyr. IL v. 55,
(e) Arìstophanes in Plut. Act. 11, Se. 3» v *6 20.
(f) L.l.c.a,