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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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'lata, fuerìtti , « e fontihm salubrihus dguaruniusus subministrabuntur, celerius convalescent. Quin-di sintende chiaramente a qual uso servissero lejmolte cellette costruite nel peritolo de Serapei ,come negli avanzi del nostro in Pozzuoli si scor-ge , e come pei tempj di Esculapio aperta-mente lo dice Filostrato (A):''Hstwv h rdp-yau.ov , ore) ri apSpa èvóreV, KaréSapde jasv Ivrw leppi , Et profectus Pergamum , cum articula -ri morbo aegrotaret, et in tempio ( synecdochiceprò cellis templi ) requievisset . Per fatte cu-ragioni si segnalarono i suoi tempj in Epidauroed in Coo, ed il gran maestro Ippocrate non po-co profittò delle ricette affisse in quest ultimo per,comporre le sue opere immortali, del che ci ren-de testimonianza Plinio ( 7 ) » Non altrimenti inRoma il tempio di Esculapio sostituiva le vecidi pubblico spedale , e sappiamo da Festo (k) ,che fu fabbricato sullisola Tiberina pel comododellacqua: In Insula Aesculapio fasta aedes fuit ,

quod

(g) Vedi Li nostra Guida Puteol. C. IIL §. 3,

(h) In vit. Sophist. E, I. p, 535» Lipsiae

(i) Loc, citi

(k) Fece In Insula »