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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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pìro («) dette Carbasa più , o meno sottili se»condo che il bisogno richiedeva, non avendo portedi legno per quanto pare ; ma soltanto de 1 cancel-li di bronzo massiccio al di fuori, i quali si apri-vano , e si serravano a piacere. Le finistre era-no più tosto quadrate che bislunghe , come siravvisano nelle antiche pitture , che rappresenta-no palazzi , e tempj, ed in molte stanze disso-terrate a Pompei . Non è però da credersiche fosse un sistema invariabile , e generalequello di farsi piccole le finestre ; giacché Ci-cerone (*) nota come un metodo particolare dellarchitetto Ciro di far molto anguste le finestre;tanto vero eh egli accenna ad Attico la dimo-ftrazione ottica , nascente dalla congiunzione deraggi emanati dagli occhi , secondo la dottrinaStoica-, verso gli oggetti che si guardano , e chein ragione inversa della luce 'meglio vadano rac-colti , e diretti sugli oggetti medesimi * Ma è pe- da avvertirsi che ciò riguarda più la rappre-sentanza degli oggetti esterni, che lintroduzionedella luce , per la quale fi proccurava sempreche venisse dall alto . In fatti nelle fabbriche,

che

(u) Juvenalls Satyr. 1 X> v. 105.(x) Ad Attic, L. 11 . Epist. 2.

)