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Della economia fisica degli antichi nel costruire le città / di Gaetano d'Ancora
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Stanze poste negli angoli per godere del sole intutti i punti si costruivano rotondate alquantocon delle finestre in giro , e come dice P «tes-so Plinio : Adnectitur angulo cubiculum in apsi «da curvatum , quod amhhum solis fenestris om-nibus sequitur . Senza parlare di quelle ram-mentate dalla storia favolosa , come tra laltreè segnata la finestra, donde Ero faceva di not-te lume dalla sua casa a Leandro . Ma che piichiara testimonianza degli antichi ruderi, e degl'inconvenienti che nascevano nelle città frequen-tate dalla moltitudiae delle finestre sulla strada,di cui lepidamente parla Giovenale (/):

Hespice nunc alia, ac diversa pericula noctis :Quod spatìur. ' tectis sublìmibus > unde cerebrumTesti ferii, loties rimosa, et carta fenestrisVasa cadunt, quanto percussum fondere sìgnent >Et laeiant silicem : possis ignavus haberi ,

Et subiti casus improvidus, ad caenam si

Jntestatus eas ; adeo tot fata , quot illa

Nocte patcnt vigiles , te praetereunte , fenestrate.

§t 6 . L!esposte indagini sulle finestre ci por-tano a parlare di due opposte specie di apparta-menti in ragione de 1 lumi, ma di uguale impor-

q tan-

(f) Satyr. HE y. a$J. seqf.