«53
e più gradatamente diffondere nella stufa il te«pore, si denominò propriamente Vaporarium daVaporano, che presso Plinio (è) est fomentimi tet calefuctio in balneo . Ecco come lo spiega Se-neca (/): Eie ( spiritus ) per tubos lapsus, nonaliter quam igne subdito, parietes , et vasi bai-mi calefacit . Ed altrove (jf) : Et impressos pa-sti e ti bus tubos, per quos circumferretur calar, quiima simul , et summa foveret aequaliter . Chiù-®diamo questo paragrafo con dire , che oltre i men*tovati cammini, e stufe fisse., si praticarono anchedagli antichi alcune specie di bracieri, o focolariportatili di materia , e di figura diversa secondoil genio di chi li faceva costruire . Ordinaria-mente erano di terra cotta , o di metallo inte*»ramente aperti con delle maniche per potersiagevolmente trasportare da un luogo all’altro •Nel nostro Museo di Portici se ne vede uno dimetallo avente un canale , o solco che gira in-torno adatto a contenere dell’ acqua, la quale rì-scaldavasi, e mantenevasi sempre che nella fonte|fi era il fuoco ; potendo così in ogni occorren*
za
--— -— - i ■ ■ —
(e) L. XXVIII. c. 4. in fine.
( f ) Nat. Quaest. L. Il 1 . t. 44*
Co) Epist. XC.