non pertanto praticavasi ne’ cellieri, per farvi co-lar dentro il vino dal torchio, a qual propositoappunto qe fa menzione Marziale (d):
Presserai hìc madidos nobilis uva lacus .Tramutato il vino , come abbiamo detto , dadentro i dogli in vasi piu piccioli , si conservavanelle celle vinarie superiori , che potremmochiamare Bottiglierie, le quali erano a portata difumum bibere , come dice Orazio (lì) . Con talmezzo si maturava il vino, e spogliandosi dellasua crudezza si rendeva piò vigoroso , e di piùlunga durata. Plinio il giovane (c) di questa spe-cie di cantine intende , scrivendo : Est et alia,turris : in hac cubiculum , in quo sol nasciturconditurquc : lata post apotheca , et horreum : subhoc triclìaium . Era dunque 1' Apoteca situataal di sopra del Triclinio , o sia cenacolo , ed inconseguenza in luogo, che l 1 incomodo del fumònon ingombrava gli appartamenti , che restava-no al di sotto. Taluni han preteso, che gli an-tichi non avessero affatto conosciute le cantinesotterranee sul motivo, che nè Plinio descriven-do la maniera di disporre le celle vinarie , nè
Vi-