E* noto che a' dogli si attaccavano colla pece , ocol mastice le cartelle , Pittacia , dinotanti il no-me , e l 1 antichità del vino , segnandosi da’conso-li , sotto cui il vino era stato riposto («). Petro*nio (*) le appone anche alle bocce di vetro in-gessate : Statini allatae- sunt ampharae vkreaediligenter gypsatae : qua.Tu.rn in cervicibus pitta -eia erant ajfixa cum hoc titulo % Falernum Opi-mianum annorum centum L’uso poi d”ingessareì vasi di vino sembra, che non tanto servisse amantenere più a lungo il liquore , quanto a dar-gli maggior vigore,come abbiamo da Plinio(y).Pretende Struvio che ne’ sotterranei destinati percantine si ricacciasse in mezzo al suolo un con-cavo recipiente , o sia vasca , dove versandosi, orompendosi qualche doglio si potesse raccogliereil vino , e che cotal recipiente Lacuna fosse de-nominato (2). Ma prescindendo che ninno degliantichi, per quanto ci sia noto, ha fatto menzionedi cotal recipiente , sembra che poco , o nienteservisse quante volte i dogli si atterravano. Esso
non
(u) Cicero in Bruto p. 160. T. I. Op. Ba-silea e 1687.
(x) Satyr. c. XXXIV.
(y) L. XXIII . c, I. et 1, XX , e. 9.
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