Buch 
Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
Entstehung
Seite
33-34
JPEG-Download
 

Ab. F.

5 re

X ach29 Verse* vονẽgegh

Jib. 5˙C.29190 ANA SοA4ο

Liv J. 40.

in agroGallonumeſt dedu.

4.

Tac. Ann.lab. XI.

g!'Iſtri,

33ſcuſati con dire, che ſpinti dalla penuriade lor paeſi, non aveano creduto di far er-rore, occupαVudo un terren ſolitario, ed in-colto. Marcello chieſe poi licenza al Sena-to di portar la guerra nell Iſtria tumul-cuante; per la quale molto opportuno eſ-endo di piantare una Colonia ſu la fron-tiera, fu deliberato di fabricare AquileiaPoco lungi dal luogo, ove poco avanti a-ano preſo a fabricare i Galli. Eretta con-tra i Barbari confinanti la diſse però Stra-bone. Forſe come a molt' altre Città av-venne, ſi denomind dal fiume, che le ſcor-Va a canto; poichè Aquilo par che Zoſi-mo chiami quel fiume iſteſſoche ſcendedall Alpi Noriche, e il cui nome in Pli.nos e in altri ſi ſerive Natiſo. Si oppoſeroe fu neceſsario che l' altro Conſo-le Fabio Labeone guerreggiaſſe con eſſi:ma nel 573 vi fu finalmente da- Triumvi-ru, eletti due anni avanti condotta unaColonia Latina. Ecco perd come in paeſePrima da nimici tenuto anche queſta Co-5 fu poſta, ond&che dice lo Sorico,elsere ſtata nel ferreno de- Calli condotta:avendo i Romani avuto in uſo di conſide-rar come paeſe di conquiſta qualunque foſ-ſe ſtato avanti da ſtraniere e nimiche gen-ti occp:hato. Comprovaſi da tutto queſto,che non eſſendo altra Colonia per s lungotempo dopo il dominio Romano ſtata intutta la Venezia condotta non fu altra8 eſſa, che foſſe da Romani conarmi acquiſtata: e ſe ne prova in oltrecon Piena evidenza, che queſta Cittaà ſin-golar mente fu ſempre Veneta, e non maiGallica, indubitato eſſendo he in Vero-na, o nel Veroneſeè ſi ſarebbe fondata Co-lonia, ſe queſto paeſe foſſe ſtato prima de-Galli; e tanto pin in queſta che in altraparte, quanto che alle ſtraniere nazioni, ea un sl frequentato varco dell' Alpi fi faqui frontiera. Preſſo chiunque abbia lumede gl' inſtituti Romani, e dell' ordine per-petuamente da lor tenuto nelle conquiſtein tempo della Republica fatte, e ne pae-ſi a Galli tolti, niun altro argomento ab-biſogna per ſicuramente conoſcere, che uede Cenomani, ne d' altra gente Gallica fumai Verona. Ma venuta adunque la Vene-zia ſpontaneamente alla divozion de' RO.man, non per queſto smarrl mai l' anticonenen ee enten ima Fine in tempodell. Imperador Claudio, tutti i popoli Ci-ſalpini veniwan dinotati co due loli nomidi Veneti, e d- Inſubri, come i pid illuſtri,e ditfaſi: per Inſubri s inteſero tutti i Galli;per Veneti coloro, che fin nell' ultima etàdell' Imperio una delle più nobili Provincie

. 1 80 da ſe compoſeroe denominarono.on. Huſtr. Parte J.

LTB R OSO N

34Benchè tanto chiaramente fi ſia dimo-ſtrato, che la Venezia non per forza d- ar-mi, ma per volontaria dedizione 8 incor-porò all Impero Romano; alcuni ſon tut;tavia, che non vogliono perſuaderſene, enon ſanno indurſi a credere, che corpo tan.to potente conſentiſſe mai per elezione dipaſsare in poteſta altrui. Ma per giudicardi cid rettamente, converrebbe aver fattaconſiderazione ſul ſiſtema de Romani, chefu differentiſſimo da tutti gli altri. I Reconquiſtatori coſtumarono di porre i po-poli in mera condizion di ſoggetti: ma 1Romani conſiderando, che il far compagniera un farſi altrettanti aiuti, e il far ſervi eraun prepararſi altrettanti nemici, ff pezie d'Im-perio vennero componendo, che riuſcli unaSoꝛietà di tutte le genti vincolata inſiemedal comun benefizio. Oſſerviſi però il lin-guaggio Romano, che ben ci apfariſeenegli antichi Scrittori. Non ſolamente trat:tando d'Italiani, ma trattando parimentedi Provinciali, il termine non ſi uſavadi ſudditi, che quaſi era ignoto, ma diSozii: ne ſon piene l' antiche carte, e baſtaſcorrer tra gli altri Ceſare, Cicerone, e Ti-to Livio. E ſtato per alcuni creduto,che di tal denominazione veniſſero ſola-mente onorati i Latini, e per altri, quepopoli ancora, ch'eran privilegiati di li-berta: ma con grand'errore; poichè de-Galli, degl' Iſpani, de' Cilicj, e d' altreProvincie cos parlano gli Autori regolar-ente. Tullio ſpeſſiſſimo i Pretori, e i

N iſtrati d'ingiurie a' Commnpægni latte ri-preride, e accuſa, e pid volte i Provin-

Ciali de eſſer cattivi Compagni rimprovera.

Ove diſputa in favor della legge Manilia,bi, dice, por b innanti potovamo con I al-roritd dil noſtro imperio far ficuri i Sogiitutti anche dll eſtreme regioni; e forſe die-ci volte nell' iſteſſa Orazione cos nominai ſoggetti popoli. Ravviſaſi tale inſtitutone Greci Scrittori ancora, benchè uſati ad

abuſare aſſai ſpeſſo i termini Romani. Di-

ce Dione, che i Corſari infeſtarono/ It alia

feelſa, non che li Collegati: cosl ſuona il voca-

bolo, ch egli usò per ſignificar le Provin-

cie. Strabone pid volte per dir de una gel.

te, ora ſottopoſta a. Romani, cos ſi 155me: ora ſono Romani. Quinto Curzio chia-md il dominio Romano rutela, ove diſſedi Tiro: ora ſotto la tlitela della nanſut.tudinc Romana ripoſa Cos! affermd Cice.rone, che potea nominarſi anzi protezio-ne, e diſeſa, che imperio. In queſto mo-do non è da far maraviglia, che i Vene-15 benchè di tanta forza 5 ſpontaneamen-te ſi deſsero Romani; anzi niuna mara-viglia e da fare, che con sl fatti inſtitutia a Ooccu-

Focis

Hoc js.

omnes Fo-bios in ul.ti nig ori

Ge.

lib. 36. vD uu er-X.vo νιν0% I-N du

ePoανννοαLib. 4.

.5 55