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39 DELL IS TORIA DI VERONA
Teſtimonio in oltre abbiamo di queſta ve.rita ancor preſente; cioè il ponte, ſituatonell ultimo ripiegar del fiume, e detto del.la Pietra, quaſi la metà del quale dallaparte del colle,& um inſigne avanzo d' an-tichita. Il ſecondo arco& conſervato permodo, che ſi riconoſce tutto d' opera anti-ca, ed intatto da riſtaurazioni, ſenza pur'una piet ra rimeſſa. Tanto baſta a rendermanifeſto, che]' iſteſſa via fece pur ſempreil corpo del fiume; poichè sl fatto ponte,detto da Liutprando novecent' anni fa,ampio, marmoroo, di Marabiglioſa opera,% mirabil grande a, non fu certamenteedificato per ruſcelli, o per rami d' acqua,com' altri ha ſcritto. Ma gioconde coſe ſiſon qui immaginati i noſtri: che foſſe altroſimil ponte in poca diſtanza; che con acquequivi condotte nello ſpazio fra. uno e l al.tro ſi formaſſe un lago; e che in eſſo ſi ce.lebraſſero Naumachie, cioè ſpettacoli dicombattimento navale Per gli ſpettatoripoi di maggior conto ſontuoſo edifizio ſen-2a riſparmio alcuno in forma di gran Palaz-20 ina lzarono coll- inchioſtro, e nelle Anti-chità Veroneſi del Panvinio intruſero. Matutte queſte, ſecondo l' uſo miſerabile, ePur troppo comune di far dell' antichitàun' arbitraria chimera, ſon favole, e ſogni,nè provati per monumenti, o Scrittori; n
veriſimili per congetture, o veſtigi. Diffi-
coltà ho trovato naſcere in alcuni contra il
creder la Città abbracciata anticamente dal
ſiume, per averſi da Latini, e da GreciSerittori, ch eſſa anche ne tempi antichi
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era grande, parendo in tal modo, che trop-po venga a riſtringerſi. Ma in primo luogoa baſtanza grande era allora un tal circui-to a paragone dell' altre Città, benchè an-guſto ci paia in oggi a paragon del modernoeccelſſivo, ed inutile. Secondariamente con-forme alßuſo antico molta gente abitava inpoco ſito, dow ora in molto ſito ſuole abi-tar poca gente; e h attributo di grande nontanto derivava dall' ampiezza del recinto,Manko dalla popolazione, e dallo ſplendo-re. E, da conſiderare in oltre, che pocoſtette dopo le prime fondazioni la Città adampliarſi, Ia proſſima collina occupando,e di parte, ed- altra aſſai ſpazio; onde tantopid ſtrano fui il credere, che il ſiume ſul finedel ſeſto ſecolo a traverſo di eſſa ſi foſſe fat
to ſtrada, sbaragliando le caſe„ portando-
ne via anche i fondamenti, e a diſpettode -
continuati edifizj accomodandoſi il letto.Non è anche da penſare, foſſero le Cittàbenchè ſerrate di mura, compreſe tuttedentro le mura. Molto fabricavaſi allorafuori: ſi vede in Vitruvio, che fuor di Cit-ta anche per diſciplina Etruſca era a ppro-vato di fare i Tempi di Marte, di Venere 8di Vulcano, e di Cerere. Do edifizj aſſallontani dalle prime mura gran reliquie ſiſon qui vedute. Quinci ſu, che per com-prender tutto, ſi fecero poi gli altri recinti;anzi tanto venner creſcendo le fabriche di
Ja dal fiume, che non pid circondar la Cit-
ta, ma parve dividerla; però già da mol-ti ſecoli ſcriſſe Liutprando, ch' eſſo Igbaſſava per meꝛo, con il Tovert 4 Roma.
FINE DEL SECO N DO ZIB Ro.
DELL.
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