Leg.n. 106.
0„ Eracch.
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Tito Livio ebbe ſaggiamente in uſo di fa-re. Vera coſa però&, che probabilmentenon tutta la Gallia avrà goduto dell iſteſſecondizioni della Venezia, non eſſendo ſta-to uſo de Romani, come Siculio Flaccopreciſamente avverte, d' accordar le iſteſſea chi di buon cuore, e per amor di vir-tl, e di giuſtizia ſi era lor dato, ed achi rompendo piꝭ e pid volte la fede„ avea
paleſato odio implacabile verſo Roma;
ma di tali particolarità niun Autore ci halaſciato memoria.
II fatto di Padova ben fa conoſcere,Manto erraſser coloro, che nati fuor diRomas, odiavano la ſua ſuperiorità, ebramavano indipendenza. Quelle Città,che coſtoro avrebber volute abbandonatea ſe ſteſse, da ſe ſteſse ſi ſarebbero toſtodiſtrutte, ſe foſsero ſtate quai le voleano.Padova era perduta, ſe vi fi accendevatal fuoco, avanti d'eſserſi data à· Roma.ni. Poche ſon le Città„che ſiano dallanatura, e dalla fortuna ſtate adattate aPoter vivere indipendenti. Però poichè Ro-ma per rarità di prerogative„per ſingola-rità di condizioni, e ſopra tutto per com-pleſso di virtù ne- primi tempi ſenza eſem.pio, era veramente tale, non dovea dalleinferiori eſsere invidiata„ ma all' incontroeſaltata, e prediletta„ conſiderando, chenella ſua grandezza, e felicità anche quel-la delle ſubordinate veniva a comprender-U. E molto pin utile alle Città di minorcondizione' averne una ſuprema, che in-vigili alla lor pace„ proveda alla ſicurez-Za, e gli umori peccanti ne raffreni, ch eſ-ſer libere ſenza difeſa, e di proprio arbi-trio per lor ruina. Molto meglio però I' in-tendean coloro, i quali di quella partici-pazione ſi appagavano, e di quel vincolo,che legar poteſſe indiſolubilmente le mino-ri Gitta alla maggiore; n& aſpiravano, ſenon a tal grado, che da una parte per l'im-maginazione di ſozietà baſtaſſe a deſtare intutti verſo il comun centro per fetto amo-re, e dall' altra al civil ſiſtema di Romanon poteſse recar turbazione alcuna.
Nell anno 59 1 ſi ha dalle Legazioni diPolibio, come il Conſole Fiberie Graccodebellò i Cammani, quali perd laranno ſta-ti motivo delb uno de i due trionfi da luiOrkenukle s menzonati da Plutarco. Maſiccome Cammani& nome ignoto all' anti-ca, e moderna Geografia, cos! pud facil-mente crederſi foſsero i Caſnun popoloAlpino, ch ora forma una principal partedel territorio Breſciano Lapida conferva-
ta in Breſcia ſcrive duepotrebb- 9
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d Etruſca origine? mentre veggiamo finoin oggi i TLoſcani a calcar la pronunzia molto inclinati. Contra coſtoro convenne un' al-tra volta prender l' armi aſſai tempo dopo,come vedremo a ſuo luogo.
Duriſſima, e rotonda pietra, quaſi pez-20 di gran colonna, ſi cuſtodiſce ora nelpublico noſtro Muſeo, nella quale memo-ria fu inciſa delb avere il Proconſole SeſtoAttilio Sarano per decreto del Senato ſta-biliti Sonfini, e fatto piantare il termi -ne fra l territorio d Eſte, e quel di Vicen-2a, le quali Città per ragion di confine do-veano eſſer venute a conteſa. Molte volte,e da molti queſto prezioſo monumento 3da cui piu coſe s imparano,& ſtato ſtam-pato, ma non ancora mai fedelmente. Sa-rano fu Conſole nelb'anno di Roma 618.l'anno ſeguente adunque, o per fiancheggiar Fulvio Flacco, cui la aer emeſſa, che ſi avea nel proſſimo Illirico, ocom'è pid probabile, appunto per ſedar
queſta lite, fu mandato nella Venezia;9
ſual però appar chiaramente di nuovo,non avere avuto ordinario Preſide. Siriſcontra qui la verità di quanto ſerive Po-bio, il qual fioriva appunto di que tempi, che ſe alluna Citi d. Italia, o 05 Zac.he dleciſione, o di qualche ſoccorſo Aοαν, bio, ne prendea cura il Senato: dal qualeinſegnamento di Polibio confermaſi anco-ra indiſputabilmente, che non Queſtori,nè ordinarii Proconſoli reggean I Italia, lſi reggean le Città da ſe con la ſovranitadel Senato. Il Senato trattandoſi di confiui,che per lo piii ricercano oculare inf pezione,appoggiò a Sarano la cura di queſta differen-2a tra le due Città, mandandolo in qualità
di Proconſole per eſſere ſtato Conſole b annoavanti. Incombenza ſimile ebbe da pol Ce-
cilio parimente Proconſolo„di cui un ſimil
termine con iſerlzione appar tuttora nelmonte Venda, poſto da lui tra gli Ateſtini,ed i Padovant. Queſto Cecilio non fu il Dal-matico nominato in un frammento di Faſtitriontali preſſo il Grutero; ma come fi ri.cava dal prenome diverſo del padre, fu ilConſole dell' anno 637 per nome.mato. Nel 639 ſi conoſce 5 11 22pina ad Emilio Scauro, mentre 5 5 15 1Strabone, aſciugaſſe le paludi 5 5 ſtui fiPo, non lungi da 5 e de- Carni
legge, che trionfaſſe de Ga eegef, een, e5 Iſtria; e che nella parte montana non do-veca ancora eſſer ſogglogata. Leggeſi in Au-relio Vittore, che trionfò de- Liguri, 0 1Faſti per la ragion ſopradetta chiamati Gal-uh) e de' Gantiſci, inaudito nome, che po:trebbe oon la ſcorta de' marmi Capitolini
D emen
v. Liſ. LN.
J. 6. 5. 462.Se νẽ⏑gon eieis
e. 298. 3.
lib. F.