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volte Cologia, e Municipio, nè da credereche Municipio foſſe Verona per eſſer tal-volta con tal vocabolo dinotata, nè per l.altro di Municipe, che null' altro volea dirche paeſano, onde Giuvenale in riguardoa un Egizio chiamò peſci municipi quei delNilo. In tutta la Venezia Municipio ſtret-tamente preſo non troviam che foſſe.Non mancherà chi ſi maravigli, dell'aver noi molte parole ſpeſe per dimoſtrar,che Verona non fu Municipio, ſtante il te-nerſi, che i Municipii foſſero di condi-2zion migliore delle Colonie. Ma effettoſarà queſto della fatale impreſſion comune,di doverſi cercare, e ſoſtenere non la veri-tà delle coſe, ma quel che paia eſſer piii fa-vorevole, e vantaggioſo. Noi all' incon-tro ſe ſcoperta aveſſimo Stipendiaria lapatria noſtra, o Prefettura, ch' eranoJ infime condizioni, I' iſteſſo ſtudio avrem-mo poſto in moſtrarla tale, che pur' orain farla conoſcer Colonia, e non Munici-pio. E da oſſervar per altro, come quaſitutte le gran Città Colonie furono, e nonMunicipj, talchè un certo uſo venne d' in-tender per Municipio Città piccola: in talſenſo pare dal conteſto, che b uſaſse fragli altri Tacito, ove diſſe di Vicenza, pic-cole fore abe il Municipio: e per meno cheCittà l' usò Salviano, ove diſse: non ſola.monte le Citta, ma i Municipj, ed i Vici Eda oſſervare ancora, come ſe ben miglioreappariva certamente la condizion di Muni-cipio, che di Colonia, perchè la Colonia
laſciava i propri riti, e le proprie leggi
per ſoggettarſi alle Romane, dove il Mu-nicipio ſi rimanea con le proprie; in trop-po maggior numero con tutto ciò eran co-
loro„ I quali Coloni volean' eſsere anzi che
1.16.. 13.
gui eff.
gies par væ
de lag.Ager.
Municipi; talchè molti ancora dall' anticogius di Municipio chiedeano d' eſſer trasfe-riti a quel di Colonia, di che tanto ſi ma-ravigliava l' Imperadore Adriano. Ne ren-de Gellio la ragione, affermando, che lacondizion di Colonia, benchè pid ſubordi.nata, e men libera, appariva però più de-
ſiderabile per la maeſtà del popolo Roma -
no, di cui le Colonis parbano quaſi piccoli fem.lacri, o ſembiande. Pottnolo, che a tempidi Cicerone godea piena lübertà, e uſavale ſue leggi, ottenne come grazia da Nero.ne il gius, e il nome di Colonia Auguſta.Nè per queſto è da dire, che le Citta dItalia divenute Colonie non foſſer pin libe.re, come parve a un gran Letterato, aven.do gia noi veduto ſopra in che conſiſteſſe ve.ramente la libertà. Ma belliſſimo docu-mento da cid ſi preſenta dell' effetto, chefacea negli animi la participazione della Re-publica. Ogn' uomo in quel tempo non una
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DELL ISTORIA DI VERONA 98
ſola, ma due patrie avea; la Città ov' eranato, e Roma, o' era ricevuto, e aggre-ato. Però dicea Spurio Caſſio de“ Latini,ch dopo eſſors ſtata lor concodutæa Ia Cittadi-nam, chiamavano Roma lor patria: e diſſeCiceronè ove delle Leggi, che Catone duepatrie ebbe, Tuſculo, e Roma; e chetutti gli altri di Citta ammeſſa, ed aggre-gata parimente le aveano, una por natura,V altra per Cittadinamga. Ma delle due eccoche amavano gli uomini aſſai pid la ſecon-da, che la prima, aſſai pid I' acquiſtata,che la naturale; poichè generalmentèe eranPronti a rinunziare i proprj ſtatuti, e adiſmettere i proprj coſtumi, per trasfor-marſi del tutto in Romani. Traſpira con-tinuamente negli Scrittori antichi, di va-rie parti delb Imperio nativi, S fatta im-preſſione; perchè tu gli oſſerverai ſempreparlar di Roma, e della Republica, comedi lor patria, e come di propria coſa; echiamare i Romani antichi, gli annali diRoma, le guerre, le leggi; Igel noſlro, no-tri annali, noſre guerre, avi noſiri. Nè dob-biam punto maravigliarci, che l eſſere am-meſſi in Roma a gli onori, tramutaſſe gliuomini in Romani pid che nativi, e gli fa-ceſſe non aver pid altro in cuore, ed ante-por di gran lunga alla particolar patria lacomune, nella grandezza della quale ancheil ben della particolare, e la felicità conſi-ſteva. Tal ſentimento era sl naturale, chenon potrebbe in ogni tempo dall'iſteſſo mo-tivo non riprodurſi I' iſteſſo; perchè uomoſegue il ſuo utile per natura, e poichè ingrado aſſai maggiore collocava ognuno laſeconda patria, che la prima; cosi natural-mente maggiore affetto, e maggiorꝰ intereſſeconcepiva ognuno per la ſeconda, che perla prima. Jomo Romano chiamdò ſe ſteſſoreplicatamente anche S. Paolo nato in Tar-ſo, perchè contra I ingiuria de flagelli gio-vava heſſer Romano, e non giovava l' eſſer
di Tarſo. iAbbiam veduto poco fa da Gellio, co-me le Colonie, il che poi fecero anche l'al-tre Citta delb Imperio, ſi rendeano piccoleimmagini di Roma, mentre cercavano diuniformarſi ad eſſa quanto era poſſibile, edi ſervare I' iſteſſo civil ſiſtema, e gli ufi-21. Sopra i Magiſtrati municipali molto pe-rd e dottamente ſi& ſeritto. Gli recitòdtutti, ricavandogli dalle Iſcrizioni il Pan-vinio nelle Antichità Veroneſi; trattò dieſſi nelle Auguſtane il Velſero; un libro neſcriſſe il Pancirolo, e v' impiegò una bellaDiſſertazione il Cardinal Noris. Soverchioperd ſarebbe l andar parlando di tutti, etroppo lungi ci condurrebbe il ricercar pida dentro molte particolarità non ancor diſ-
cuſſe:
ap. Dion.Hal. J. 18.
de Legg.J. 2. oinni-bu Muni-cipibusduas ceu-ſeo eſſe pa-tri as v u-Nun nal iere p alte-ram bi vi-tatis.
Act. XV.
37·XXII.25.
2.
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