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cuſſe: tanto piu, che con tutta la confor-Ita in genere, molte coſe però nelle di-verſe Città eran diverſe, e diverſo era ilnumero, e il nome degli ufizj. In alcuneCittà a coloro, ch'erad nella prima digni-ta, ſi diè fin nome di Dittatori, in altredi Conſoli, e in altre di Pretori. Noi pe-rd accenneremo ſolamente que: Magiſtratidella Città noſtra, de: quali ſicuro monu-mento ci ſia rimaſo: e non ſaran molti,poichè delle noſtre lapide, per la ragioneche apparirà altrove, pochiſſime hannosfuggito l' eccidio. Diremo adunque in pri-mo luogo, come ogni Città piccola, o gran-de che ſi foſſe, chlamava la ſua comunitàRepublica: Riſfaurators della Republica Ve.ronoſe ſi dice in un marmo Falerio Trofi-mo, il quale per benefizio della patria do-yea eſſerſi molto adoprato. Diremo in ſecon-do luogo, che ſiccome a Roma la princi-pal diviſione era in Senato, e Popolo, cos!nelle Città in Decurioni, e Plebe: appa-riſce cid in molti monumenti, e ne puòſervir d' eſempio uno venuto di Dalmazianel noſtro Muſeo, ſcolpito eſſendo in eſſo,che a certo Perſonaggio una colonia fece o-nore, contribuendo il denaro Decuriones etPleps: benchè ſcompariſca la Plebe nel Gru-tero, che fa Lopiefr, onde quaſi nome di Cit-ta fu riportato Tepicfs nelb Indice Geogra-fico dello Scaligero, e poco felicementepensdò il Reineſio doverſi emendare in Le-
bactes. In qualche Citta ſi diſſe ancora Or-
dine, Popolo, come in una lapida ſi pudvedere, che abbiam poſta in ſerie. Soprai Decurioni poſava la ſomma del governo,e la principal cura delle coſe publiche. Veg-gaſi di eſſi il Pancirolo a lungo: aveano in-ſegne, e ornamenti particolari, il che ſi de-duce dall Iſcrizion di Trofimo poco avantirammentata, che moſtra, come colui nonera Decurione, ma per ſuoi benemeriti conla Republica Veroneſe gli erano ſtati conce-duti gli Ornamenti Decurionali. Publio Hoſti-lio Tertino Decurion Verontſe abbiam nel Mu-ſeo tra gli altri, il quale col ſentimento E-picureo chiuſe il titolo ſepolcrale. Secondociò che da i dotti finora è ſtato ſcritto, con-verrebbe credere, che ne Municipi, e nel-le Colonie affatto ariſtocratico foſſe il go-verno, poichè de' ſoli Decurioni ſi parla,chi erano le perſone più ſcelte, e pid facol-toſe; ma queſto non ſarebbe ſtato un con-for marſi a Roma, che' avea democrati-co, e ſi eſprime in molte lapide il concor-ſo della Plebe Di vecchia tradizione, co-
me appar dalle carte„& qui il nome di
Campo marzo, attribuito ad ampio, ePiano ſito fuor di Città, toltane poi dentrounaà parte. Sarebbe ſtato queſto il luogo de-
late quattro giudici ſi coſtituiſſero,
noſtri Comizj, cioè del pien Conſiglio, oſia della convocazion generale, cosl chia-mato a imitazion di Roma, dove antica-mente altro parimente non fu, che un gran-diſſimo prato fuor del recinto? Erano an-cora nelle Città Cavalieri come a Roma,cioè perſone, che aveano il cavallo dal Pu-blico, e che per facoltà eran mezane traCuriali, o ſia Senatori, e popolari. Di tal“ordine era tra noi Lucilio Giuſtino mento-vato poc' anzi, e però ſecondo' uſo del ſuoPublico Cavallo, come diſtintivo della ſuacondizione, ſi fa menzion nella Lapida; epoichè diceſi, che avea ſoſtenute in queſtaCittaà le dignità tutte, non ſi davano que-ſte adunque ſolamente a' Decurioni. Nonpud negarſi però, che l importanza del go-verno in eſſi non conſiſteſſe, onde diſſe poiGiuſtiniano, che gli antichi ordinatori dellImpero Romano avean giudicato d' unireinſieme in ogni Città i nobilmente nati, edi eſſi comporre à ciaſchedund il Senato ſuo,da cui le publics coſs amminiſtrar ſi dove ſſero.Appar ſovente nel fine delle Iſcrizioni, cheil decreto de i Decurioni ſi richiedeva an-che per porre in publico qualche memoria,e per b aſſegnazion del luogo. Scriſſe Pao-Jo Giuriſconſulto, che il Duumvirato, egli altri primi onori non ſi davano che a-Decurioni. 5
La ſuprema carica nella maggior partedelle Città fu appunto il Duumvirato, ilche ſi riconoſce da molti paſſi di Storici, edi Scrittori, dove ſi vede, come chi alcu-na coſa volea dalle Città, a Duumviri fa-cea capo. Diverſi erano i Duumviri Quin-quennali, come in una Iſcrizion di Breſciaſingolarmente ſi vede. In alcune Città pe-rò queſta era la prima dignità, come nellalamina Canuſina riferita dal Fabretti ſi pudconoſcere, e pid da un paſſo d' Apuleio,che al Quinquennal Magiſtrato attribuiſce loſplendor de i Faſci. Di queſti niun c rima-ſo ne' monumenti noſtri. Pare, che dopoqueſti foſſe in maggior grado il Magiſtrato
ſupremo di giudicatura, che conſiſteva in
altri due, detti Duumbiri per giuclicars, ov.vero in quattro. II Panvinio portòꝰ opmO-ne, che nelle Città maggiori, e pin Popo-
nelleminori due. Che regolarmente, e Per 10pid cos veramente foſſe, ragionevol coſa LIl credere. In fatti nella Venezia in Aqui-leia giudicavano Quartumviri come dallelapide raccolſe il Torre: in Padova pari-mente, conſervandoſi anche al di d' oggi ilmonumento d' Aſconio Sardo, ch' era qui-vi in tale ufizio. In Vicenza furon Duum-viri, e cosl in Breſcia, dove Duumvirouri dicundo fu Acuzio Primo; e 51 Valli
altre-
Nov. 38.
D. 4e De-cur. l. 7.
rut. 447.10.
bag. 598.lib: 10.
uri Di.Zul 8Ant. Ver.
5. 53. 6b86.
de. Col.For. p. 349.
Erut. 3 66.4.
Er. 344.12.