Buch 
Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
Entstehung
Seite
147-148
JPEG-Download
 

NpRITE Nuova Porta; come dacoND ſecondo il rito fabricdta.

Dio J. 52.re devo H

S

42 Aen.

147

ta, o eſſer rimaſa imperfetta. Ricavaſi

ueſta bella notizia da un' inſigne, e nonpid oſſervata Medaglia d' argento che tienla teſta di Maſſimiano Ceſarc nel diritto, eun recinto di mura con torri, e con porta inmeꝛzo nel riverſo, e con quattro figure ſagri-ficanti, il qual tipo con iſcriz ioni diverſe, ein Diocleziano, e in Maſſimiano, e in Co-ſtanzo, e in Galerio s incontra: ma ſingola-re ſi rende la noſtra per le parole: Verona.a0 s interpreta,

ueſta Medaglia conſervata ora nel noſtroStudio per grazia d un amico„cui piacquedi privarne il ſuo,& di ſincerità indubi-tata, eſſendoſene poco fa ſcoperta un' altranel famoſo Muſeo Capello in Venezia, do-ve da cinquant' anni in qua, benchè in tan-ta copia non pid avvertita, ſi cuſtodiva.L' iſpezione delb una e altra ſcioglie, eſventa ogni difficolta. Chi credeſſe non po-ter più in oggi dar fuori Medaglia nuova,

moſtrerebbe di non aver impiegato nella ri-

cerca delle Medaglie gran tempoVera coſa è, che le Città d'Italia nellalto ſecolo, generalmente parlando, non bat.tean moneta, parendo, che per Italia ſo.lamente ſi appigliaſſe Auguſto al conſiglio,cui finge Dione ſuggerito da Mecenate, chele Citta delb Imperio non àaveſſer monete

DELL ISTORIADI VERONA

proprie, ma ſi valeſſero delle Romane: era

utile in Italia il far monete in pid luoghi,

dove tanto immenſa quantità ſe ne coniavain Roma; e non era ancora nelle ſue Cittàavanti il dominio Romano tanto in uſo da-pertutto il coniar monete, com era in Gre-cia. Ma vi eran prima i caſi ſtraordinarj,

imparandoſi da Servio per cagion d eſem.io, che Marc Antonio fece batter moncta

in Anagni; e poi ſiccome molt' altri iſti.tuti cominciarono verſo la fine del terzo ſe-

colo Criſtiano a cambiare, cos anche que.

greſſioni, che venivan fatte all Italia daquella parte, reſe neceſſario il tener vi, 0Jo ſpedirvi truppe di tanto in tanto; ondetrov o opportuno di battervi moneta, permaggior comodo del pagar ęli eſerciti. Maſiccome frontiera all' Alpi ſi fa anche dallanoſtra parte, benchè tante non foſſer le

ſto mutò, eſſendoſi ſpezialmente preſo abattere in Aquileia. La frequenza delle ag.

148

genti, che prendeſſero allor queſta via,quaſi ſcala però, come abbiam veduto, fa-ceano anche qui l' armate Romane non di

rado, e niuna maraviglia dee però farſi, ſe

qualche volta fu per I iſteſſo motivo battu-ta anche qui moneta. Non oſta il non eſ-ſerſene piu vedute, perchè anche di Mila-no niuna ſe ne vede, e pure atteſta Auſo-nio, che ricca Zoccù vi era. E chi può inoltre aſſicurare dove foſſer fatte le Meda-glie, che veggiam di quel tempo? poichè

le lettere, quali per nomi di Città s' inter-

pretano, ſono ſpeſſo ambigue molto, edincerte, ed alquante ſe ne trovano ancora,che ſimil nota non hanno alcuna. Quelle,che abbiam mentovate di Marc AurelioGiuliano, fur coniate nella Venezia ſicura-

mente, e molto& probabile, che alcune

ſien di Verona, dov' ei ſoggiornava, quan-do venne Carino a combatterlo: da lui&eredibile aveſſe principio il batter moneta

nella Venezia, il che ſi ſarà poi trovato u-

tile, e comodo. Ma vedremo nel decorſo,

che di niun' altra Città d' Italia tanto ſi

rammenta la Zecca ne mezani ſecoli, co-me di queſta; e vedremo, che quando poi

ſi cominciò ad accomunar queſto privile-gio, regola delb altre Zecche fu la Verone-ſe, onde Enrico Imperadore, concedendoanno ro49 al Veſcovo di Padova il giusdi batter moneta in quella Città, ordina,ch eſſer debba ſecondo il poſo della moneta diJerona, come ſi vede in un diploma dalSigonio addotto: tutte le quali coſe concor-rono à render molto probabile, ch' anchenelle ultime età Romane qui ſi batteſſe.

Che la noſtra Medaglia non ſia finoravyenuta a mano de gli ſtudioſi Antiquarii,non dee recar maraviglia alcuna a chi ſa,come delle Medaglie del ſecol baſſo, pococonto ſi fece per lo paſſato, talchè ſola-mente a di noſtri ſi ſon cominciate a ricer-

care, e ad eſaminar con diligenza, e con

ugual cura delle anteriori. Che abbia epi-grafe diverſa dall' altre, e non pid veduta,cioè il nome di Verona, e la memoria d-

una porta della Citta qui inalzata, nondee parimente parer punto ſtrano à chi&

pratico in queſta materia delFuſo de' tem-pi, e conſidera di quab' eta la Medagliaſia, II P. Banduri, che con utiliſſima fati-ca ha poſta inſieme una general raceoltadelle Medaglie da Decio in gi, de' tem-pi di Diocleziano, e del noſtro Galerio Maſ-ſimiano, oltre alle molte ſommamenterare, intorno a cinquanta ne riferiſce, chenon ſolamente rariſims, ma chiama ſingola.1, cioè uniche, o quaſi uniche: perchè

ole nguο Mo-nc za.

d Reg. Ir.J. g. ſecumun bonAus moue-1% Vero.cbe⁰.

mai dunque tanta maraviglia dovrà farſi,

ſe un' altra ora ne dà fuori? Delle ſudetteMe-