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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Medaglie nota il medeſimo Autore intornoa venti volte, inuſitata, e non per' avan-ti oſſervata eſſerne iſcrizione, e ſovente11 figurato ancora; per lo che ad una di

aſſimiano, che porta Imperadore a ca-vallo, e ſotto eſſo una nave col bizarroMotto Virtus Illyrici, fa queſt' annotaz ione:niun altro ſocolo miſg fuori tante iſcrigioni Nuo-de nelle monere. Non& dunque s ſtrano ca-ſo, che dell' iſteſſo tempo una iſcrizione orſi oſſervi dalle comuni diverſa. Ma delladiverſita, e rarità di queſta e delb' altrebuona ragione ſi pudò dedur da Lattanzio,ſe di lui e il libro alle Moti de Perſœcuto-i: poichè narra, che Diocleziano anddcontinuamente fabricando qua e, or Ba-

ſtliche, or Circhi, ora Arſenalie ora Zoc-

che per la qual coſa ben fi rileva, comeZecche avrà poſte dove prima non erano;e non è però maraviglia, o anche a Veronafu poſta, e ſe la novità de' Iuoghi novitàPartorl di motti. La noſtra iſcriẽ one ben-chè nuova aneh- eſſa,& perd molto piu Ro-mana, e molto pid accordata con la figuradbaltre di que: tempi. Nudi nomi di Cit-ta, ſenza titolo di Colonia ſeritti a diſteſonel contorno in Latino, oltre a quel di Ro-ma, ch'& cosl frequente in ogni tempo,veggonſi in Traiano di Babilonia, in Adria-no, e in Antonin Pio d' Aleſſandria, in Maſ-

ſenzio di Cartagine, in Coſtante di Bolo-

Sana nel Belgio, di Ticino in tempo di Giu-ſtimiano, di Ravenna in tempo di Foca. Me-morie degli edifizj ſon frequentiſſime nelleMedaglie, e il Rite Coudlits[pira ſincerità,e verità a chiunque ſia delle àntiche formeimbevuto, e dell'ignoranza de' falſarii ben-inteſo,

Rinunziato da Diocleziano, e da Maſſi.milano nell' anno 305 Imperio per ritirar-i a vita privata, dichiarando nell; iſteſſotempo Auguſti Coſtanzo Cloroe Gale.110, e Ceſari per inſidioſa machinazione diQalerio medeſimo Severoe Maſſimino,vili perſone, e quaſi ignote, in vece di Co-ſtantino, e di Maſſenzio figliuoli di Coſtan-20, e di Maſſimiano; fu dato Oceidente4 Coſtanzo, e quinci I' Italia a Sever.

ancato Coſtanzo di vita, e proclamatoImperador da ſoldati Coſtantino, ch' erain Britannia, Maſsenzio nel 306 avendo dal-la ſua i ſoldati Pretoriani fœce ſollevar Ro-ma contra Severo, e ſi fece gridare Augu-ſto. Venne Severo da Milano per combat-terlo, ma reſtò abbandonato e per fineucciſo: venne anche Galerio in Italia conpenſiero di prender Roma ma quando lavide, pur ebbe animo d'aſſediarla. Di-chiarò poi Auguſto Licinio in luogo di Se-

vero; con che ſei furon nel medeſimo tem-

Ver. Muſtr. Parte J.

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po gb Imperadori: Maſſenzio, Maſſimiano,

che con preteſto de aſſiſtere al figliuolo eratornato in ſede, e ben toſto con eſſo ſi rup-

pe, Galerio con Maſſimino, e Lieinio, eCoſtantino; e ſarebbero ſtati fette, ſe Dio-cleziano aveſſe conſentito di ripigliar la por-Pora, come Maſſimiano l' efortava effica-Temente. Maſfenzio oltre all' Italia s'inſi-gnor! delb Africa; ma nell' anno di Criſto312 vennèe Coſtantino con poderoſo eſerci-to contra di df, da due motivi indotto: luno, che entrato queſti in penſiero di rima-ner ſolo, meditava di muovergli guerra; laltro, che gli doleva di ſentir laceratada i crudeli, e perverſi coſtumi ſuoi'Ita-lia, e Roma; di cui ſe crediamo à Zona-ra, ed a Cedreno, ebbe ancora una lega-rione, che a cid lo ſollecitava. Entrò inSuſa a forza d'armi, ruppe preſſo Torinoun corpo di Cavalleria coperta di ferro nonſolamente gli uomini, ma ancora i caval.li, e fu ricevuto con feſta a Milano: ma eſ-ſendoſi Ruricio Pompeiano il pid eſperi-ITrientato, e i pid famoſo de- Capitani diMaſſenzio con la maggior parte delle ſuemilizie fatto forte in Verona; ed eſſendo ineſſa gran quantità di gente da pid parti con-corſa a ſalvarſi, non credè Coſtantino didover proſeguire la marchia verſo Roma,ſenza prima combatter coſtui, ed eſpugnartal Città. Prefetto di Verona vien dettoRuricio dal Panegeriſta, perchè tale erariſpetto al preſidio, e alle milizie dentroraccolte. Mandò egli fin preſſo Breſcia,Per incomodar la marchia al nimico, unaparte della Cavalleria, che arrivando l' ar-mata, fu facilmente fatta retrocedere 8 5ritirare a Verona: dove giunto Coſtantino,e riconoſciuta la ſituazione della Città 5molto premeagli di non poterla ſenza paſ-

Nx. c.

2 5 Tan.

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Aucuimcolumes

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Ano. c.&.Pert i na-ii m og lisPræfebtoOe.

ſare il fiume, circonvallar d' intorno, e le.

varle il commerzio col paeſe di la, dondereſtava libero l' adito à ricever continua-mente viveri, e ſoccorſi: piccola impre-ſa era il paſſar] Adige in viſta de- nimici,

impetuoſo, e pericoloſo allora per ſaſſi, e

gorghi. Mandò però Coſtantino una ferdel eſereito pid ſopra, e lontano dallaCittà, facendolo paſſare, dove 8 5men rapido, e men difficile, e 5 non cera contraſto; con che riſtrinſe pol Veronaanche dall' altra parte. Fece Rurieio eſpe.rimento della ſua gente con valida ſortita;ma reſpinto con molta perdita uſel naſco-ſamente della Città, e ſe n andò per por-re ĩnſieme maggior numero di ſoldati; co-quali ritornando, Coſtantino ſenza inter-metter l' aſſedio l andò a incontraree giun-ti a viſta nel cader del giorno, non ricu-ſando Ruricio di combatter ſubito, ſegul. batta-

An. c. g.

axis 45⁰

ber 5 ergurgiti-hne vor ti,

ceſus Ec.