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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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157-158
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XL.

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non è ſtata ancora, come avvertimmo, abaſtanza compreſa, nè meſſa in chiaro.Allora dunque di pid Dioceſi ſi componeauna Provincia, dove dopo Coſtantino di pidProvincie ſi compoſe una Dioceſi; e&' inte-ſe con queſto nome un numero di Provincieſubordinato a un Vicario. Quindi è, cheavanti Coſtantino Vicarj non trovanſi contitolo di Dioceſi a lor ſoggetta, come do-po ſi trovan ſempre, e come di Coſtantinoſteſſo leggi ſi hanno dirette a Maſſimo Vica-rio d' Oriente, a Verino, e a Celſo Vicarjd' Africa, a Iiberiano Vicario delle Spa-gne, a Baſſo, e a Vero Vicarj d' Italia, aFilippo Vicario di Roma. Finalmente Pre-ſidi delle diciaſette regioni d'Italia nè i librici preſentano, nè i monumenti, ſe non do-po Coſtantino, o ſotto di lui: chi può du-bitar però, che non aveſſero allora ſola-mente principio, quando le leggi, le lapi-de, le ſtorie cominciano a farne concorde-mente menzione? nè già di rado, ma fre-quentemente poi tali menzioni s' incontra-no, anzi veggonſi nelle leggi di Coſtantinoſteſſo un Conſolar dell' Emilia, tre Corret-tori della Lucania, e de. Bruzii, un Preſi-

de della Corſica, ed uno della Sardegna.

Non ha molt anni, che preſſo la terra d-Atripalda nel Regno fu ſcavata un' Iſeri.-zione, copia della quale ci fu allor traſmeſ-ſa, e l' abbiam qui poſta in ſerie con l' al.tre, per averſi in eſſa un de' primi, che ino fatti governi foſſero impiegati; ſiecomequello, che da Coſtantino ſtefſo fatto aſcri-ere all ordinęe de Conſolari, fu poi Cor-ret torè di Toſcana, e d- Umbria, e Conſo-lare dell! Emilia, della Liguria, e dellaCampagna. Coſtui ſi dice figliuolo di Giu-io Rufiniano Oratore, del quale alcuniſeritti ci rimangono intorno alle figure Ret-toriche: Lonor della lapida gli fu fatto daiDecurioni, e dal popolo d Avellino. DaDoſtantino adunque venne la ripartiziondell Italia in diciaſette parti, e il ſottopor-le al governo di Conſolare, o di Corretto-re, o di Preſide. Il nome di Conſolare, ch-era di maggior dignità, fu preſo da i Lega-ti Conſolari, che ſolean mandarſi nelle Pro-vincle; quel di Correttore diventò allora ti-tolo di Rettore ordinario; e quel di Preſi-de, ch era propriamente generale per qua-lunque governo di provincia Romana, ſigominciò ad uſar' in particolare per gradoinferiore a gli altri due

Per iſgombrare Ogni difficoltà in puntoSoc importante, alcuni avvertimenti& ne-ceſſario ſoggiungere. Potrebbeſi in primoluogo facilmente prenderꝰ errore, nell' incon-trar Correttori talvolta mandati perItalia aranti Coſtantino. Ma toccammo

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LIBRO SET TIMO.

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gi, come oltre a gli ordinarj Magiſtra-ti n' ayeano i Romani di ſtraordinarj, chenon ſi creavano, e non ſi ſpedivano, ſe nonper occaſioni nate, e per motivi particola-ri, e di queſto genere eran prima i Corret-tori. Il medeſimo iſtituto continua appun-to nella Republica Veneta, che di molt-altri uſi Romani fu l' unica erede. Queſt-aVVertenza avrebbe fatto intendere molti

paſſi, e ſchifata confuſion più volte; ma

pereh' altri del nuovo termine non ſi offen-da, il fondamento di cos fatta diſtinzio-ne moſtreremo con pochi verſi. Menzioneeſpreſſa ne fa Svetonio, ove dice d' Otto-ne che i comandi, o ſia le dignità, ed ufizjStidordlinarj ſeveramente amminiſtrò e ſo-ſtenne. A tempo di Nerone eſſendo in Poz-2uolo arrivate fino all' armi le diſſenſioni trai Senatori, e la plebe, onde al Senato diRoma legazioni ne vennero ſeparate, fuſcelto Calo Caſſio, perchè andaſſe a calmarla Città, riducendo tutti a dovere. Per ri-ſtorare le Città d' Aſia ſotto Tiberio dalterremoto, fu ſpedito da Roma Aleio dell'ordine Pretorio. Tali Magiſtrati qualchevolta ſi chiamavano Curatori; cos nominaSvetonio gl inviati da Tito per riconfortarla Campagna deſolata in gran parte da in-cendio del Veſuvio; ma l' ordinario titoloera di Correttori. Cicerone nel difender Bal.bo chiama l' avverſario per giuoco Corretto-1e, ed mondators dolla noſtra Cittd. Altro-ve Corrottor noſtro, ed emondatore chiama all-iſteſſo modo Marc Antonio: dal che bentraluce, come queſta era gia parola ſolen-ne, ed uflzio uſate per regolar le Città, erimediare a- diſordini de' paeſi. Dice Gio-ſeffo, che il Senato mandò Germanico perCorreggers tutti gli affari della Siria. DiAdriano diſſe Sparziano, che nella Breta-gna molte coſe Correſſe. Ora tanto pid pro-pri e benꝰ adattati erano i Correttori nell-Italia, quanto che appunto ſi mandavanone' paeſi liberi;, ove particolare occorrenzaiI richiedeſſe. Perciò in tempo di Traianofu mandato Maſſimo nell' Acaia 4 riordina-7e lo ſlato dolle Citta Libere, come ſi legge inlettera a coſtui diretta. Abbiam da Filo-ſtrato, ch Erode Sofiſta Corroggeua I Ci.4 Libere nell Aſia; ed Arriano ſopta Epi-tetto ha in un titolo al Correttors 115 82 Libere: cosi parla il teſto Greco 0 5ſti Autori. Per queſto&, che F 0 InItalia ſpezial biſogno naſceva, vi ſi ſoleanomandar Correttori Abbiam veduto poc-anei in tal' uflzio Giuliano nella Venezia 3e col niedeſimo fu Tetrico nella Lucania,ſe crediamo ad Aurelio Vittore, ma ch' elfu Correttore di tutta Halia dichiaratamenteſcrive Pollione. Che le regioni ea aveſ-

cap. T.Iinberi aextrgorfli-nania.

Tac. Aum.lib. 13.

Ann. J. 2.

Tit. c. 8.

Phil 2.

Ant. I. 18.C. 4.

Plin. J. 9.eb. 24.

Sog

J. 3. c. 7.Ale,