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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Nov. 28.6. 4. 9b gert 29Sr dNMer ęocro-e ονν⁰νSr AGU He.

191 DELL ISTORIADIVERONA ip-

delle ſtagioni, e Paver ſoddisfatto ad og:

incombenza, o rendea neceſſario, o doveapermettere, il ripoſar qualche tempo, eII trattenerſi in una Città, ſigilleremo ognicoſa con una legge, ch'è forſe lounica, laquale in genere di ciò parli. Nella Coſtitu-zione, con cui ritornò i due Ponti in unaprovincia ſola, decretò adunque l Impera-dor GEiuſtiniano, che per tal dimora i Ret-tori delle provincie poteſſero ſcegliere qualCittà lor piacea, pur che foſſe tale, chedecentemente poteſſe accogliergli. Ecco leparole della legge./ Preſide della provincianon mandord particolari inſpottori nolle Cittd,ma birclird egli ſioſſo; il tempo, che avange-7d, ſi ſlard in una dolle Motropoli, o in ua.langus alira Cittd gli piacord, cho ſia però ſufAciente& daigli ricetto. Cos! parla il teſtoGreco, e cos fu inteſo dall antico, edautentico Latino interprete, e da moderni.

Non potea per verità pid fortunatamente

coronarſi queſta ricerca, nè pid deciſiva

ruova addurſi, che nel governo Romanoreſidenza determinata i Preſidi non ebbermai; e che le Metropoli in que tempi era-no puramente regionarie, e nazionali, on-de naſceva heſſerne d: ordinario in una pro-vincia Romana pid d' una, com' anche daqueſta legge s impara.

Altro coſtitutivo delle Capitali ſi& bef-ſer ſedi uniche, e fiſſe del tribunal ſupre-mo, al quale ſi convenga da tutta la Pro-vincia per l' ultima deciſione delle cauſegravi ricorrere. Tale è nello Stato di Mila-no il Senato, nel Regno di Napoli il Con-ſiglio di Santa Chiara, in quello di Siciliala gran Curia, che inſieme col Vicerè aPalermo dimora. La reſidenza de' ſupremiGiudici è pin eſſenziale ancora alla Metro-poli d' una provincia che quella del Gover-natore, come pid inſeparabile; poichè inFrancia per cagion d' eſempio potranno iGovernatori di Linguadocca aver preſo aſoggiornare più in Montpelier, che in To-loſa; ma i Parlamenti non potrà chiunqueſia far che dalle Capitali ſi muovan mai.Or nel governo de Romani uſo era, e in-diſpenſabil legge, che i giudiciari conſeſſinon in una ſola Città delle lor provincie,ma in varie ſi ragunaſſero, e la giuriſdizio-ne in piu luoghi fi eſercitaſſe. Siccome eſ-ſenza del buon Principe ſi par quella, di ri.Iguardare all' util de“ ſoggetti piu che alſuo, ſe pur nel buon Principe il ſuo dallutil de: ſoggetti pud ſepararſi; co parevaa Romani, chè la diſtinzione tra I buongoverno, ei cattivo doveſſe eſſere, di pro.vedere pid al comodo de- popoli, che dicolui, che reggea. Ampie eſſendo perd le Pro-vincie, acciochè non doyeſſe coſtare un viag-

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gio ogni lite, ordinavano in modo, che invece che i litiganti andaſſero a trovare iltribunale, il tribunale andava a cercare i li-tiganti. Queſto era un de: motivi d- obliga-re i Preſidi a girar tutta la provincia; maperchè i giudicii ſolenni non ſi faceano ſen-za l' intervento della Coorte, che i Retto-ri ſteſſi conducean ſeco da Roma„comenello Stato Veneto col medeſimo nome diCorte li quattro Aſſeſſori conducono; eerchè non ſi faceano ſenza intervento delConſiglio compoſto per lo meno di ventiGiudici, quali ſi ſceglievano dalle Città,come da i Frammenti d' Ulpiano, e dallaGreca parafraſi di Teofilo ſi comprende;cosl per la ragunanza di queſti conſeſſi, qua-li ſi chiamavan Conventi, tre, quattro,ſei, dieci Città a miſura dell' eſtenſionedella provincia ſi deputavano delle princi-pali, e ſituate in modo, che qualunqueparte della provincia all' una o alb' altra dieſſe folſe vicina. Il tratto di paeſe ad ognu-no di queſti Conventi ſubordinato avantiCoſtantino ſi chiamava Dioceſi, come ab-biamo altrove accennato. In Sicilia primo-genita delle provincie, tre Città furon ſu-bito deſtinate a Conventi giudiziali nell'eſtremità dell' Iſola oppoſte, Lilibeo, Meſ-ſina, e Siracuſa, come ſi può raccoglier daLivio; ma ne fu poi aggiunta alcun' altra,perchè il Convento di Palermo ſi nominada Cicerone; che affermò ancora, niunaAlle Citta, in cui ſogliono fermarſi,& celebrarconvonto i Protori, eſſere ſtata eſente dalleinfamie di Verre. Nella Spagna Luſitani-ca le Città deſtinate a. Conventi fur tre,nella Betica quattro, e ſette nella Tarra-coneſe, che ci vengono tutte recitate daPlinio, inſieme con quelle, che ad eſſeconcorrevano nelle liti, talchè ſe tenea ſem-Pre tal' ordine, come in molte parti lo ten-ne, una perfetta Geografia giuridica avrem-mo di tutto! Imperio. La Dalmazia, cheallor ſi chiamava Illirico„ ebbe tre Con-1 5 Scardona, Salona, e Narona. Del.5 1 Aſia nove ne annovera' iſteſ-40 Emo, ma alcun' altri poi ſe n- aggiun-ſero: in Celene di Frigia era certamenteConvento a tempi di Dion Criſoſtomo. InCilicia nove pur ne nomina Cicerone nelleſue lettere. Che la Giudea foſſe in cinqueConventi da Gabinio diviſa, ſi ha da Gio.ſeffo. Ecco però quanto diverſo„ e quantocontrario al moderno uſo delle Capitaliche nniche ſono, come uno è il capo ne- cor.pi, il Romano inſtituto foſſe. La durazionde Conventi ſi riconoſce fin nel terzo ſeco-10 Criſtiano in Tertulliano, che fa memo-ria del Convento Uticeſe nel libro a Scapu-la Proconſole. Dopo Coſtant ino mancarondel

lib. 31.Siculorumci bitati-bu Oc.

Vortr. 5.in quibusPrætoresconfiſterset convbon-tum ageroſolemt.

273. C. 1.et 3.

43% 222.

Orat, 35.

Beli Jud.

J. I. c. 6.

cas, 3.