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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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203-204
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de Appell.J. 59.

D As loe.„„Willi tarssfmar, Oe.

203 DELL IS TORIA DI VERONA 204

leſse, Capitale della Venezia ſarebbe da dirVerona, in Verona unicamente eſsendoſi,come abbiam veduto, trovata memoria d-un Conſolare, ch era la propria dignità del.la provincia, e d' aver lui qui atteſo all' or-namento della Città, anzi di due Conſola-ri ed eſsendoſi oſservati in oltre operar quipid Correttori, il che d'un ſolo poſson van-tare Padova, e Breſeia. Nè poco caſo è dafare per tal conto anche dell' Anfiteatro. Se-condo I' idee Greche il pin ſuperbo edifiziobaſtava a pretender Primato. Efeſo, ove dicid ſi contendeſse, mettea toſto innanzi ilſuo Tempio. Primato facea parimente pre-tendere alle Città, I'eſser ſedi delle publi.che feſte, e de piꝭ ſolenni ſpettacoli, a qualidalle circonvicine parti d ogn' intorno ſi con-correva. Vegganſi di cid in pid luoghi Dio-ne Oratore, e Filoſtrato. Ma non per que.ſto di tal prerogativa vogliam noi darcivanto. aIn queſto ſecolo furono in Verona pi vol-te gl Imperadori, e che qualche ſoggiornoei fecero, ſi pud arguir dalle leggi. Datain queſta Città da Coſtantino nell anno 330una ne porta il Codice di Giuſtiniano: le da-

te di eſſo hanno poco credito, ma con gl

iſteſſi Conſoli b abbiamo, benchè aſsai va-ria, nel Teodoſiano. In queſto con date ret -tificate e ſicure leggi veggiamo di Valenti-niano padre, che ci fanno conoſcere, comei ſtette qui nell anno 364, e nell' anno 365.altre di Valentiniano figliuolo, ch egli pu-re ci ſtette nel 383, nel 384, e nel 385. Una,che premette il nome di Graziano, ha fat-

to credere ch ei foſſe qui l: Agoſto del 382.

Di Teodoſio il grande cinque leggi abbia-

mo rilaſciate in Verona nell: anno 390; e di

Onorio una nel 399. non dovendoſi dubita-

re 5 che Verona paſsata quivi in nome di Con-ſole, non ſia il luogo della data mal ſitua-

to. Frequente paſſaggio degl' Imperadori

poſſono indicarè ancora le molte colonnet.

te Migliarie, che ſi ſon trovate nel territo.rio noſtro. Preſſo Romani principaliſſimacura era quella delle ſtrade. Son famoſe le

laſtricate per! Italia fin da tempi della Re.

publica; ne mancd ſotto gl Imperadori ta.je attenzione. Principali eran quelle, cheſi chiamavano Militari, e ſecondo leriveUlpiano, aveano eſito al mars, o alle Cirtd,o publici fumi, o in Abra fmilita.. AVerona facean capo le ſtrade di Milano, dAquileia, e per Germania. S'impara dallItinerario, che una Manſione era in queſto

diſtretto a Sarmione, meza ſtrada in circa

tra Verona, e Breſcia: cost chiamavanſialcuni caſamenti publici, ne- quali prende.vano alloggio i Preſidi, e gl Imperadori ſteſ.ſi, e quelli che viaggiavano con diploma

D'ogni manſione avea cura un Decurionecon nome di Prepoſito. Per quando occor-reſſe ſpedir con ſollecitudine, ſi ha in Pro-copio nellꝰ Iſtoria Arcana, come nel cam-mino d' una giornata non meno di cinquemutazioni di vetture ſtavan diſpoſte, guer-

nite ognuna di 40 cavalli velociſſimi. In fat.

ti ſerive Capitolino, che un meſſo ſpeditoda Aquileia con P' avviſo dell' uceiſion diMaſſimino giunſe il quarto giorno a Roma.II laſtrico delle vie, che faceano piꝭ alte decampi, era condotto eccellentemente. NellAppia la vorata poco meno di 900 anni avan-ti diſſe Procopio, che a ſuo tempo non v.era pietra fuor di luogo, e ch eran talmen-te congiunte, e commeſſe in quadro, chenon per arte, ma pareano in quel modo na-te, e ſituate dalla natura. Nel mezo facea-ſi un rilevamento, che chiamavano Aręine,rimanendo più baſſi dall' una parte, e dallaltra i ſentieri de pedoni: però l' Arginedella flradæ fu nominato da Virgilio, e fuſpiegato da Servio per un eminenza nel me-20. Nel Veroneſe qualehe veſtigio dell' ar-gine, e del ſelciato antico, par che riman-ga ancora preſſo allo ſcendere nella baſſa diCaldiero; che per Ià paſſaſſe anche antica-mente la ſtrada, e ſi faceſſe la prima mu-tazione, l' Itinerario Bordegaleſe dimoſtra.Ma per ſollie vo de' paſſaggeri, e perchè po-teſſe chi viaggiava regolarſi, e prender leſue miſure, uſavano ancora di contraſſegna-re ogni miglio di ſtrada con piccola, e tron-ca colonna, nella quale era inciſa la diſtan-2a diquel ſito dalla Città, nel cui diſtrettoſi era. Sopra il mantenimento delle ſtradevegliavano gl Imperadori ſteſſi pe' loro fre-

quenti viaggi con buoni ordini. Queſt' anni

addietro tra pid altre lapide ſcoperte preſſo' antica Celeia nella Stiria, una ne fu, cheabbiam poſta in ſerie, per vederſi ineſſa come Severo, e Caracalla comandaso.uo, che foſſero rieſſs le piotre nigliarie porvet uff cdu. Quinci è, che ſopra queſiepietre i nomi ſi ſcolpivano, e i titoli degl:

Imperadori, per lo che gran conto ſe ne fa

dagl' indagatori dell' antichità, e dell' Iſto-ria. Non poche ne abbiam noi nel Muſeo,

trovate tutte ſul Veroneſe da quella di Ma-

gnenzio in fuori. Non è già però da dedur-ne ſempre paſſaggio per qua dell Imperado-re iſcrittovi, baſtando, che imperaſſe in queltempo, e gli foſſero i Veroneſi ben' affetti.La prima colonna, che abbiamo, è di De-cio, e fi vede in eſſa, come ſtette à dieci-nove miglia dalla Città: ſi& trovata un mi-glio di la da Peſchiera, e ſe di tutte il pre-ciſo ſito ſapeſſimo, oye ſi ſcavarono, I' oſ-ſervaz ione ſe ne confermerebbe dell' eſſerele miglia Romane ſtate un quinto piꝭ corteö delle

C. TS. a-De cur. l.21.

cap. 30.

Goth.

D

n. J. 5.

5. Li.III..

v. Tue. 4LL.